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COLORNO

Ponte sul Po, chiusa la gara: 5 ditte in corsa

31 agosto 2018, 08:00

Ponte sul Po, chiusa la gara: 5 ditte in corsa

Cristian Calestani

Sono cinque le offerte, di ditte o consorzi di ditte quasi tutte del Nord Italia, giunte in Provincia a Parma per l’assegnazione dei lavori di sistemazione del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore, chiuso al traffico dal 7 settembre 2017. Ieri alle 12 si è chiuso il bando con la scadenza del termine per la presentazione delle offerte. Sui tavoli provinciali sono giunte in tutto cinque buste che saranno poi aperte lunedì alle 9.30 per dare inizio alla fase di verifica di tutti i requisiti necessari per poter poi concorrere in maniera effettiva alla gara. «I nomi – spiega il consigliere provinciale delegato alla viabilità Gianpaolo Serpagli – sono ancora top secret, ora si tratta di capire se tutte le ditte hanno i requisiti necessari. Di sicuro cinque è un numero abbastanza ridotto: dimostra che i parametri definiti dal bando di gara sono particolarmente selettivi. Ma un numero contenuto di imprese in gara dovrebbe agevolare i prossimi passaggi tecnico-burocratici ed alla fine potremmo forse guadagnare un po’ di tempo sul cronoprogramma definito sino ad oggi».

Ma Serpagli non si sbilancia oltre per cui la data ipotizzata per la riapertura al traffico del ponte resta quella di settembre 2019. Il bando chiuso ieri aveva un importo a base di gara di 3.478.000 euro per poter compiere quegli interventi, per i quali serviranno 210 giorni di lavori, grazie ai quali poter dare al ponte sul Po un’aspettativa di vita comunque non superiore ai dieci anni con una portata di 44 tonnellate, in attesa che parta l’iter per la realizzazione della nuova infrastruttura. Come aveva spiegato il progettista Fabio Scaroni durante un incontro pubblico a Colorno sono 27 su 156 le travi danneggiate del ponte (18 nella zona golenale e 9 sull’alveo) con fili corrosi o interi cavi, per la precompressione, interrotti.

Per la zona danneggiata in alveo si interverrà dall’alto con appositi macchinari all’avanguardia per ridare precompressione alle travi, mentre per i punti danneggiati in golena si predisporranno dei portali di sostegno in acciaio. L’attenzione sulla vicenda da parte del Comitato TrenoPonteTangenziale, dei cittadini e dei pendolari resta altissima. Del resto uno studio Eupolis per la Regione Lombardia ha stimato in 52 milioni di euro i maggiori costi annui dovuti alla chiusura del ponte in termini di spese di trasporto e mancati introiti per chi ha attività che si affacciano sulla viabilità che conduce al ponte. Intorno alle 19 di venerdì 7 settembre – primo anniversario di chiusura – l’Aperi-ponte ha organizzato , un’iniziativa di protesta sulla sponda casalese proprio all’imbocco del ponte.