Sei in Archivio bozze

LA PSICOTERAPEUTA

Castaldini: «Ecco cosa si nasconde dietro uno stupro»

01 settembre 2018, 07:02

Castaldini: «Ecco cosa si nasconde dietro uno stupro»

Pierluigi Dallapina

Il compito di arrestare e punire i colpevoli spetta alle forze dell'ordine e alla magistratura. Ma per cercare di capire cosa scatta nella testa di un uomo quando usa violenza, fisica e sessuale, su una donna bisogna rivolgersi a chi, per mestiere e per «vocazione», ha scelto di sondare le pieghe dell'anima. Laura Castaldini, psicoterapeuta e libera professionista, da anni cerca di combattere la violenza sulle donne e, partendo dallo stupro della 21enne, prova a descrivere, oltre il singolo fatto di cronaca, chi sono le vittime e i carnefici.

LA VITTIMA - «La mente non riesce ad affrontare la realtà vissuta»

Il lupo è solito mascherarsi da agnello per riuscire ad avventarsi sulla preda. «Il tratto principale del carattere del soggetto violento è l'imprevedibilità, perché spesso sono uomini amorevoli, cordiali e gentili, poi in un attimo diventano degli orchi», chiarisce Laura Castaldini, nel tentativo di far comprendere i motivi che possono spingere una qualsiasi ragazza ad avere - in un primo momento - rapporti consensuali con i propri aguzzini. Il fatto che poi siano uomini bene introdotti nella vita mondana li rende ancora più attraenti. E letali. «Capita di trovarsi di fronte ad un soggetto che vuole sembrare un uomo forte, benestante, di successo». Tutte qualifiche positive che potrebbero spingere la vittima a fidarsi di chi aveva di fronte. Quando però il lupo getta la maschera e spalanca le fauci, sulle vittime restano ferite profonde. «La donna che subisce violenza da un aggressore che conosce vive un impatto psicologico ancora più devastante, perché quando incontri volontariamente una persona hai delle aspettative e se vengono tradite il colpo che subisci è molto duro». La vittima, addirittura, potrebbe anche pensare di «non essere degna di essere amata». La violenza, sia fisica, che carnale o psicologica, travolge in modo così impattante l'anima di chi la subisce che la mente attiva meccanismi di difesa apparentemente incomprensibili agli occhi di chi è estraneo al dramma. «La persona che subisce un abuso - assicura la psicoterapeuta - cerca di mantenere una distanza con i propri ricordi. La mente non riesce ad affrontare i pensieri e le emozioni scatenate dalla violenza e per questo cerca di nasconderle, di rimuoverle. Si fatica anche a condividere certe esperienze con gli altri, ed è per questo meccanismo di difesa inconscio che molte donne non denunciano la violenza subita. Non si tratta quindi solo di vergogna». Guarire è possibile, ma ovviamente il percorso è lungo. «Ogni persona reagisce agli abusi in modo differente e i traumi provocano sofferenze sia a breve che a medio o a lungo termine - conclude -. Molto dipende dall'età della vittima, dalla durata dell'abuso e dal tipo di violenza subita».

IL CARNEFICE - «La droga non basta a spiegare il mostro»

La droga non basta a spiegare il perché certi uomini si trasformano in mostri. «Stiamo parlando di persone incapaci di riconoscere e quindi anche di gestire la propria rabbia», spiega Laura Castaldini, prima di ricorrere ad un esempio per chiarire il concetto. «Il sistema immunitario ci difende dai virus e dai batteri perché li sa riconoscere. Lo stesso succede con la gestione del proprio lato violento. Chi lo sa riconoscere impara anche a gestire la propria aggressività, mentre certi soggetti sono incapaci anche di comprendere la gravità dei propri comportamenti», prosegue, andando poi all'origine di quella furia in grado di rovinare intere esistenze. «Qualsiasi tipo di violenza, sia verso se stessi che verso gli altri, ha un'origine nella propria infanzia. Non per forza il violento è stato a sua volta vittima di abusi. Più semplicemente, di fronte ad una frustrazione provata non ha imparato a sfogare la propria aggressività in modo corretto», specifica, cercando di tracciare un identikit generale del maschio truce. «L'uomo violento, incapace di gestire l'esplosione di rabbia, cerca di nascondere la sua parte oscura attraverso una medicalizzazione impropria. In pratica - aggiunge Castaldini - assume alcol, droghe o psicofarmaci, facendo anche dei mix, per superare la sua frustrazione e tenere a bada lo stress che fa emergere il lato più aggressivo del suo carattere». Peccato che l'abuso di alcol, droga e pillole sia un rimedio totalmente inefficace per le anime inquiete e che, anzi, tale abuso, rischi di accentuare certe perversioni. «Il bere e la droga amplificano l'aggressività e la rabbia, ma non le creano», assicura l'esperta, consapevole del fatto che i cosiddetti mostri «sono persone che conducono vite assolutamente normali». Le sostanze svolgono comunque un ruolo chiave nel far degenerare i comportamenti, «in quanto abbassano i freni inibitori» in persone predisposte ad esagerare. Sotto l'apparente normalità, conclude Castaldini, sonnecchiano però alcuni «demoni» che, in modo spesso imprevedibile, trasformano un uomo dai modi gentili in un orco, anzi, in un criminale. «Chi abusa di una donna in modo brutale si sente onnipotente. E' uno che pensa: tu sei mia e quindi posso fare di te ciò che voglio».

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal