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ROCCABIANCA

Dopo le proteste i richiedenti asilo non alloggeranno in via Verdi

03 settembre 2018, 07:01

Dopo le proteste i richiedenti asilo non alloggeranno in via Verdi

MICHELE DEROMA

Non sarà più il condominio di via Verdi, come previsto da quasi due mesi, la destinazione per i sei richiedenti asilo in procinto di essere ospitati a Roccabianca.

È la clamorosa decisione presa dalla Prefettura di Parma, in seguito all’incontro tenutosi nel municipio della cittadina rivierasca, tra i condomini della palazzina di via Verdi, i rappresentanti della locale amministrazione comunale, quelli della Prefettura e della cooperativa Codeal, che nello scorso luglio aveva visto accolta la propria domanda di accoglienza dei sei richiedenti asilo in paese.

Nell'incontro i condomini avevano ribadito la propria contrarietà circa l’arrivo delle sei persone – già presenti da tempo in alcune strutture di Tabiano Terme – come avevano già fatto in una prima lettera rivolta al prefetto e firmata da oltre trecento residenti.

Come ufficializzato in un comunicato dall’amministrazione comunale di Roccabianca, che nei giorni scorsi aveva promosso una serie di verifiche sulla compatibilità edilizia e strutturale della palazzina di via Verdi, «la Prefettura, prendendo atto delle preoccupazioni espresse da parte dei condomini e delle azioni intraprese dalla stessa amministrazione e atte a preservare l’ordine e la sicurezza pubblica, ha richiesto alla cooperativa Codeal di cercare una soluzione alternativa all’appartamento in questione, riservandosi di completare le dovute valutazioni del caso».

Esulta, pur senza risparmiare nuove critiche all’amministrazione di Roccabianca, la sezione parmigiana di CasaPound, che lo scorso 26 luglio aveva organizzato una fiaccolata di protesta contro l’iniziale accoglimento della domanda della cooperativa Codeal da parte della Prefettura.

«Da quella manifestazione – ha sottolineato Andrea Carrara, esponente del movimento - siamo riusciti a evitare che anche a Roccabianca prendesse piede il business dell’immigrazione. I residenti hanno fatto sentire il loro “no” forte e chiaro e non abbasseremo l’attenzione, in quanto questa amministrazione, che a parole dice di stare dalla parte dei cittadini, si sta in realtà spendendo per trovare una sistemazione alternativa sul suolo comunale per compiacere prefettura, cooperative e tutti gli attori di questo ben congegnato business. Ed è per questo che nessun “piano b” può essere accettato: gli assessori di questa giunta, che si affannano a suonare campanelli a profusione cercando case per i profughi, si mettano il cuore in pace. Dietro a quelle porte troveranno sempre noi, a difendere la sicurezza dei cittadini di Roccabianca».

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