Sei in Archivio bozze

LUTTO

Il mondo della musica in lacrime per la scomparsa di Orlando Ghini

04 settembre 2018, 07:00

Il mondo della musica in lacrime per la scomparsa di Orlando Ghini

LUCA MOLINARI

Il mondo della musica piange Orlando Ghini, bassista, ma soprattutto fonico di caratura internazionale. Parmigiano, da anni viveva in Abruzzo (dove ha sede la società di service per concerti per cui lavorava) assieme alla propria famiglia.

Ghini è scomparso a 59 anni dopo aver combattuto a lungo contro una grave malattia e, nel corso della sua carriera, si è occupato di tutti i concerti e dei tour dei più grandi musicisti italiani. Un esempio? Il concerto dei record di Vasco Rossi a Modena, nel luglio dello scorso anno.

A Parma aveva iniziato la propria carriera musicale come bassista da giovanissimo, esibendosi alla Corriera Stravagante assieme agli altri componenti del gruppo di musica brasiliana Fruta Boa.

Il mondo della musica e gli amici di una vita ricordano Ghini con affetto e commozione. Martino Traversa, direttore artistico di Traiettorie, affida al social network Facebook il proprio saluto all'amico scomparso.

«Orlando Ghini ci ha lasciati – si legge - Con lui se ne va uno degli amici più cari, una persona speciale con il quale ho condiviso tanti anni di amicizia, accomunati dall'interesse comune per la musica, per la tecnologia e l'acustica». «Averti conosciuto – conclude Traversa, dopo aver ripercorso numerosi aneddoti - è stato per me un grande dono, così come per tutte le persone che ti hanno voluto bene e che ti sono state vicine».

Il batterista Sandro Ravasini considera Ghini come un fratello maggiore. «Ho iniziato a suonare con lui a 17 anni – ricorda -. Già allora era un bassista di alto livello ed era molto attento al mixer e alla qualità del suono».

Una passione che si è trasformata in lavoro, portando Ghini a diventare un fonico e quindi un supervisore di impianti di altissimo livello. «Si è occupato di tutti i concerti dei più grandi artisti italiani – rimarca Ravasini – dalla Pausini a Baglioni, da Ligabue a Jovanotti, da Ramazzotti a Vasco. Era il migliore nel suo settore».

«Lascia un grande vuoto – continua Ravasini – lo chiamavamo “Hush” perché non parlava mai. Era di poche parole, ma di grandissima umanità. Un vero amico».

Il chitarrista Claudio Tuma ricorda l'esperienza dei Fruta Boa. «Abbiamo suonato tanti anni assieme e compiuto 4-5 tournée girando il mondo – sottolinea –. Orlando era uno dei più grandi bassisti di Parma, ma soprattutto un grande fonico. Era una persona decisa, con una grande forza e determinazione. Nonostante la malattia, ha continuato a lavorare fino a poco tempo fa. E' stato davvero unico».

Beppe Di Benedetto, musicista, ha conosciuto Ghini durante un tour con Jovanotti qualche anno fa. «Inizialmente l'ho conosciuto per la sua grandissima professionalità – commenta – ma nel corso del tempo il nostro rapporto è diventato più profondo. C'era sempre una grandissima intelligenza e umanità in quello che diceva e faceva. La notizia della morte mi coglie impreparato perché non sapevo della sua malattia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal