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STALKING

Condannato il vicino terribile già arrestato in aula

08 settembre 2018, 07:01

Condannato il vicino terribile già arrestato in aula

Chi non ha avuto un vicino con cui a fatica ci si scambiava un buongiorno? Ma che l'uomo della porta accanto si potesse trasformare in uno stalker ossessivo, arrestato anche durante una delle udienze del processo, è difficile da immaginare. Eppure, questa è la storia di un parmigiano, a cui è stato diagnosticato un parziale vizio di mente, che tra il 2013 e il 2015 ha trasformato in un inferno la quotidianità di due famiglie. L'uomo, 64 anni, a cui è stata riconosciuta l'attenuante della seminfermità, ieri è stato condannato a 2 anni e 6 mesi. Il giudice ha anche disposto che, una volta espiata la pena, all'uomo sia applicata la misura di sicurezza di 6 mesi in una Rems. Alle tre parti civili, che si erano costituite, sono stati riconosciuti complessivamente 15mila euro.

Una bella zona della città, ma in quel condominio a finire nel mirino del pensionato sono state una famiglia di stranieri, comprese le figlie minorenni, un'altra vicina di casa italiana e il figlio che vive con lei. Giornate condite da insulti e minacce pesanti: «Ti taglio la gola», avrebbe detto una volta il pensionato. Ma ci sarebbero stati anche fatti oltre che parole: una volta il 64enne avrebbe scagliato un vaso di fiori da una finestra tentando di colpire una delle sue vittime, un'altra avrebbe cercato di farla cadere dalle scale e perfino di investirla con la macchina. E ancora urla, insulti, sputi: una situazione assolutamente fuori controllo, al punto che gli inquilini perseguitati avevano presentato una sfilza di denunce contro l'uomo.

Tre anni fa l'uomo era anche finito ai domiciliari, seppure per pochi giorni, perché allora il giudice aveva sostituito la misura cautelare con il divieto di avvicinamento alle sue «vittime». Lo scorso marzo, dunque, quando è cominciato il processo, l'uomo era sostanzialmente libero. E aveva pensato bene di inveire contro i vicini, seduti fuori dall'aula, e di sbraitare durante l'udienza. A quel punto, il giudice l'aveva fatto finire in carcere. Ma dallo scorso luglio, alla luce della perizia psichiatrica, è stato trasferito (ai domiciliari) all'ospedale Maria Luigia di Monticelli.

r.c.

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