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LA POLEMICA

Lega sotto attacco. «Fiducia in Salvini»

09 settembre 2018, 07:01

Lega sotto attacco. «Fiducia in Salvini»

Pierluigi Dallapina

Il possibile sequestro al partito di 49 milioni di euro li spaventa, ma i parlamentari locali della Lega, di fronte a questo rischio, dimostrano un orgoglio che non si limita alla semplice ostentazione. «Sono sempre stato abituato a fare politica senza soldi», esordisce il senatore Maurizio Campari, «ma è logico che se il sequestro dovesse concretizzarsi ci saranno ripercussioni sulla possibilità di tenere aperte le nostre sedi, dato che sarà difficile riuscire a pagare gli affitti». La chiusura delle «roccaforti» leghiste, però, non sembra intimorire Campari. «Per me la sede più importante è rappresentata dal banchetto che allestiamo in via Mazzini coi nostri soldi, un banchetto che nessuna sentenza contro la Lega potrà mai impedirci di organizzare».

La vicenda del sequestro chiesto dalla magistratura lascia stupefatto Campari, in quanto «viene punito un movimento politico a cui sono stati usati soldi indebitamente».

Un minimo di preoccupazione traspare dalle parole di Fabio Rainieri, vicepresidente dell'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna e consigliere regionale, anche se i suoi timori vengono subito accantonati quando formula un giudizio sulla vicenda dei 49 milioni. «Siamo di fronte ad un caso politico, perché tutta questa storia è emersa, non a caso, nel momento in cui la Lega ha iniziato a raggiungere percentuali di consenso ragguardevoli, oltre al fatto di essere al Governo».

A proposito di soldi, i leghisti interpellati non fanno mistero del fatto che «ogni eletto - spiega Rainieri - effettua un versamento volontario al movimento su un conto corrente intestato al partito».

Il deputato Giovanni Battista Tombolato assicura di «rispettare l'operato della magistratura», ma allo stesso tempo chiede che le somme di denaro incriminate «vengano sequestrate a chi effettivamente le ha distolte». Confermando un punto di vista condiviso anche dagli altri parlamentari, Tombolato afferma: «Tutte queste vicende giudiziarie non fanno altro che aumentare il consenso della gente nei nostri confronti».

Le vicende a cui si riferisce il senatore riguardano anche l'ultima tegola caduta sulla testa di Salvini in quanto ministro dell'Interno: l'accusa di sequestro di persona per i migranti trattenuti sulla nave Diciotti.

«Matteo Salvini sembra ben convinto di quello che fa per il bene del Paese. L'elettorato è con noi perché si rende conto che stiamo facendo ciò che abbiamo promesso in campagna elettorale», commenta Campari, mentre Tombolato è ancora più lapidario: «Sto con Matteo Salvini al cento per cento».

La deputata Laura Cavandoli preferisce non commentare né la vicenda del sequestro dei 49 milioni di euro né l'accusa di sequestro di persona mossa contro il ministro dell'Interno, però vuole ribadire la necessità di compattarsi attorno al proprio leader di partito. «Ho fiducia in Matteo Salvini», si limita a commentare la Cavandoli, mentre la senatrice Gabriella Saponara fa una precisazione: «La vicenda del sequestro sta rafforzando la Lega, perché molte persone si sono dette pronte ad avviare una raccolta fondi in nostro favore». Tombolato, infine, è netto sull'ipotesi di un cambio del nome per evitare il sequestro: «Il nome Lega è sacro, non si tocca».

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