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LOTTA SALVEZZA

Gervinho può essere l'arma in più

10 settembre 2018, 08:00

Gervinho può essere l'arma in più

Sandro Piovani

«Gervinho è un giocatore importante, ma in questo momento quello che non possiamo permetterci è che si possa fermare»: parola di Roberto D'Aversa, a fine Parma-Juventus, nel commentare la sostituzione dell'attaccante. Un cambio che aveva lasciato un po' di amaro in bocca allo stesso giocatore oltre che ai tifosi. Ma lui, Gervinho, ha capito. Ed hanno capito anche i tifosi. Se è vero che per curriculum l'ivoriano è la stella di questo Parma, è altrettanto vero che sulle spalle di Gervinho si sta appoggiando un fardello importante, ovvero la responsabilità di portare alla salvezza questa squadra.

ESPERIENZA E QUALITA'
Intendiamoci, un giocatore da solo, nel calcio, raramente vince (o perde) le partite. E quindi, altrettanto raramente, riesce a salvare da solo la squadra. Ma se il Parma può mettere in campo giocatori di lungo corso e di carattere (citiamo su tutti Bruno Alves), di certo Gervinho, per esperienza e qualità, può dare quel qualcosa in più soprattutto alla fase offensiva. Parlando di Gervinho, venerdì scorso, Cristiano Lucarelli (tecnico del Livorno), lo ha definito un giocatore «determinante, che deve riuscire a sfruttare tutte le occasioni che gli capitano».

L'ATTEGGIAMENTO
Fondamentale sarà l'atteggiamento che Gervinho avrà di qui in avanti: l'ivoriano, in carriera, ha sempre giocato ad alti livelli (Lilla, Arsenal, Roma) e soprattutto ha sempre giocato per vincere. La vittoria del Parma si chiama salvezza in questa stagione e di certo non sarà semplice ottenerla. E, purtroppo, è lecito pensare che gli alti e i bassi di questa stagione si alterneranno con molta frequenza. Un problema questo che potrebbe coinvolgere un po' tutta la squadra e l'ambiente che, dopo la rinascita, è stato abituato alle vacche grasse: se è vero che nessuno prima dei crociati mai era riuscito a passare dalla D alla A in tre stagioni, è chiaro che si ha in bocca il sapore del successo. Va comunque ricordato che i tifosi ed anche qualche «fondatore» hanno nel Dna la sofferenza di una rinascita difficile, di una ripartenza fatta di scelte difficili e amore incondizionato.

BUON INIZIO
In questo senso la stagione è iniziata «bene». E naturalmente non stiamo parlando di risultati ma appunto di atteggiamento. Pagato lo scotto del salto di categoria nella prima uscita con l'Udinese (la Var e una serie A, in questo caso l'Udinese, che non perdona nulla), giocata una partita con più ombre che luci con la Spal, persa immeritatamente la sfida con la Juventus (che è pur sempre una delle formazioni più forti del mondo), ecco che pubblico e squadra hanno dimostrato una compattezza vista raramente, anche in tempi migliori. Tutti contagiati dal morbo della «lotta per la salvezza».

GERVINHO TRASCINATORE?
In questo senso la speranza è che il «morbo» abbia contagiato anche lo stesso Gervinho. Che certo potrà diventare l'uomo in più di questo Parma, il trascinatore. Soprattutto dal punto di vista della qualità del gioco, della fisicità e della tecnica. Per la lotta e il combattimento forse bisognerà affidarsi ad altri (non a caso è già stato citato Bruno Alves).

INTER PRIMO ESAME
In fondo tornare in campo contro l'Inter, in una gara che sembra avere un solo pronostico, può essere un primo banco di prova importante. In fondo le «missioni impossibile» possono dare carattere e perché no punti salvezza. E soprattutto esaltare l'estro di un giocatore come Gervinho.

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