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Carabinieri

Azzurra Ammirati, a Parma una donna con le stellette

12 settembre 2018, 08:00

Azzurra Ammirati, a Parma una donna con le stellette

Luca Pelagatti

Azzurra Ammirati sorride. Sorride mentre ricorda i suoi primi giorni in divisa, quelli con la mimetica dei bersaglieri addosso e il periodo di formazione all'Accademia di Modena, l'ultimo comando tra le vette delle Dolomiti e di quando ha avuto l'onore di tenere alta, fieramente alfiere, la bandiera dell'Arma. Sorride anche quando scherza sulla sua sfida di donna che deve sapersi fare valere in un mondo molto maschile. Ma il sorriso più bello lo gioca quando parla della divisa: e le brillano anche gli occhi scandendo la frase «quella dei carabinieri è la più bella».

Ed è giusto così, giusto che questa 33enne campana rivendichi l'orgoglio del suo ruolo: al comando di tredici stazioni sparse sul territorio della nostra provincia, primo capitano «in rosa», della storia della compagnia dei carabinieri di Parma. Una donna con le stellette in un mondo, quello delle forze dell'ordine, che troppo spesso è chiamato ad intervenire quando le donne sono vittime. E la cronaca recente sembra un doloroso concentrato di violenza maschile.

«Purtroppo è proprio con un femminicidio che è iniziato il mio primo incarico di comando al Nucleo operativo di Montecatini Terme», racconta ribadendo però che i problemi, se ci sono, vanno affrontati: «Le donne devono sapere che noi siamo al loro fianco, sempre. E che devono, con coraggio, denunciare ogni situazione: noi non le lasceremo sole».

Una promessa e una scommessa. Una tra le molte che l'aspettano. E' arrivata a Parma da una manciata di ore e ancora deve, come è logico prendere il polso alla città. Ma, sempre con il sorriso, già si prepara a scendere in strada. «Iniziamo subito con un controllo straordinario del territorio: partiremo dal parco Ducale, il luogo che ospita il nostro comando, e andremo in giro per le zone più calde. Perché ho capito che i parmigiani amano la loro città. E hanno diritto di vederla bella e sicura».

Una dichiarazione di intenti che non stupisce in un ufficiale che senza remore ha affrontato anche una missione di quelle da far tremare i polsi: sbarcare in una terra squassata dalla guerra come l'Iraq per formare i nuovi ufficiali di polizia di Bagdad. Inutile dirlo: erano 33, tutte donne.

«Il mio impegno a Parma sarà quello di proseguire il lavoro di chi mi ha preceduto», continua passando dalle visite di prassi alle autorità cittadine al briefing con i suoi militari che l'aspettano per la prima operazione.

Per ora, è ovvio, è troppo presto parlare di priorità operative, di piani dettagliati. Il capitano Ammirati per adesso dovrà conoscere i propri collaboratori, gli uomini e le donne con gli alamari che divideranno con lei i prossimi anni di lavoro.

«E come sempre cercherò di svolgere il mio compito con il sorriso - conclude. - Gli uomini sono forse abituati ad avere una donna che li comanda in casa, nella vita privata. Si tratta solo di abituarli che questo può accadere anche sul lavoro. Sapendo prendere il meglio da tutti».

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