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EDITORIALE

Sicurezza a Parma, ora la Lega può passare ai fatti

15 settembre 2018, 15:00

Sicurezza a Parma, ora la Lega può passare ai fatti

Martedì il sindaco Federico Pizzarotti e l'assessore alla sicurezza, Cristiano Casa, saranno ricevuti al Viminale. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, al quale il sindaco si era rivolto chiedendo un incontro, non si presenterà: al suo posto, a ricevere Pizzarotti e Casa, ci sarà il sottosegretario Nicola Molteni. Poco male. L'importante è che i rappresentanti del Comune di Parma siano finalmente ricevuti a Roma, e possano avanzare - anzi, ripetere - le loro tre richieste: 1) un presidio permanente in zona stazione, anche con l'esercito se occorre; 2) aumento dell'organico della Polizia di Stato; 3) leggi efficaci per punire gli spacciatori e per espellere chi merita di essere espulso.
È probabile che al ministero dell'Interno pensino che ci sono città con ben altri problemi: omicidi, mafia e così via. È probabile e anche comprensibile. Ma sarebbe un grave errore sottovalutare le questioni che verranno portate a Roma da Pizzarotti e Casa, liquidandole come “microcriminalità”. La paura a circolare la sera, e la paura (dei ladri) a stare in casa propria, non sono affatto “micro”. E proprio su questi problemi la Lega, a Parma e provincia, il 4 marzo marzo ha fatto uno storico en plein, ottenendo cinque parlamentari su cinque. Adesso la Lega ha in mano il ministero competente per risolverli, questi problemi. Se non darà risposte adeguate, ne risponderà presto ai propri elettori.