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SICUREZZA

L'amarezza di Pizzarotti e Casa: «Poliziotti in più solo grazie a Minniti»

19 settembre 2018, 07:03

L'amarezza di Pizzarotti e Casa: «Poliziotti in più solo grazie a Minniti»

Pierluigi Dallapina

L'incontro al ministero dell'Interno si è svolto come da programma, ma il sindaco Federico Pizzarotti e l'assessore alla Sicurezza, Cristiano Casa, tornano a Parma a mani vuote o quasi, come dichiarano loro stessi, accusando l'attuale Governo di non fare abbastanza per risolvere i problemi di ordine pubblico che affliggono la città. «Non si sta facendo nulla di nuovo rispetto a quello che già facevano i governi precedenti», scrive Pizzarotti, prima di rincarare la dose. «Il tempo delle chiacchiere è finito da mesi: passare ai fatti e smetterla di pensare che i Comuni possano sostituirsi allo Stato». Alle richieste avanzate da Pizzarotti e Casa, il sottosegretario Nicola Molteni, affiancato dal vicecapo della polizia di Stato, Luigi Savina, è stato risposto «picche», come nel caso dell'invio di più militari per rendere definitivo il presidio in piazzale Dalla Chiesa che verrà attivato in via sperimentale per la durata del Festival Verdi. Allo stesso modo, non sono stati forniti elementi certi sul quando e sul come verrà aumentato l'organico della polizia di Stato. E su questo punto, sia il sindaco che l'assessore, pur ringraziando Molteni per averli ricevuti, sostengono che sia stato Minniti il ministro che più ha fatto per Parma.

«Parma non è soddisfatta rispetto alle risposte date alle sue esigenze: Alfano, quando era ministro dell’Interno, ci aveva dato le stesse risposte - si legge in un post di Pizzarotti sulla sua pagina Facebook -. Aumento dell’organico delle forze dell’ordine (Parma è sotto organico da anni)? Nel 2019 si darà seguito alle assunzioni già programmate da Minniti, quindi assunzioni del governo precedente. Nulla che non sia già stato fatto. Possibilità di avere una camionetta dell’esercito permanente in zona stazione? No, nessuna disponibilità. Alfano ci aveva dato la stessa risposta». Anche Casa affida le sue considerazioni a un post su Facebook. «Nel 2019 ci saranno 15 agenti in più, ma già previsti da Minniti e non da questo governo. Il presidio fisso dell’esercito in stazione non verrà concesso. Dovremo quindi arrangiarci con le risorse attuali», scrive l'assessore, mentre a voce fornisce alcune spiegazioni in più sugli agenti in arrivo.

«Il ministro Minniti aveva già previsto l'arrivo a Parma di 20 unità, fra il 2018 e il 2019. Se a queste si tolgono cinque pensionamenti, ecco il saldo positivo di 15 agenti in più per la nostra questura», specifica Casa. «Dall'incontro al ministero - prosegue a voce l'assessore - è emersa la volontà, in base alle esigenze delle varie questure italiane, di provvedere ad ulteriori integrazioni di personale. Questi rinforzi dovrebbero arrivare nel 2019, ma nessuno li ha quantificati in modo preciso». Su Facebook, il tono di Casa si fa più polemico. «Soddisfatto? No, perché le assunzioni erano già previste dal vecchio governo, perché non ci sarà una camionetta dell’esercito in zona stazione come abbiamo richiesto, perché la Lega quando era al governo con Berlusconi ha tagliato 3,5 miliardi di euro sulla sicurezza. Doveva essere il governo che avrebbe risolto il problema sicurezza nelle nostre città, si sta rivelando un governo che rispetto agli altri non fa nulla di diverso né di innovativo».

Ciò che Casa non mette nel post, sono due proposte di carattere normativo che potrebbero essere utili a garantire espulsioni più veloci per gli stranieri irregolari e un miglior controllo delle zone a rischio criminalità. «Maggiore efficacia alle procedure di espulsione potrebbe venire dalla modifica dell'articolo 349 del codice di procedura penale - sostiene l'assessore - per consentire alla polizia di trattenere in questura la persona fermata, fino al termine della procedura di espulsione del soggetto irregolare sul territorio italiano. Oggi, invece, se non c'è posto sul volo per il rimpatrio o nel centro per il rimpatrio, in pratica, il soggetto viene rimesso in strada». La seconda proposta illustrata al sottosegretario Molteni riguarda l'associazione nazionale della polizia di Stato. «Chiediamo che agli agenti in congedo venga data la facoltà di svolgere funzioni di polizia giudiziaria non solo nei parchi, ma anche in altre zone, ampliando così la loro area di competenza».

La replica di Molteni: «Entro febbraio 15 agenti in più»

«Quindici agenti in più entro febbraio 2019, con la certezza di incrementarli ulteriormente. E poi, nuovi arrivi per la polizia ferroviaria. E ancora, personale di rinforzo per i controlli straordinari come già avvenuto la settimana scorsa». Lo ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. «È l’impegno che il governo ha messo in campo per Parma, una città che merita attenzione anziché un sindaco che alza polveroni. Le sue critiche sono infondate, visto che questa mattina (ieri per chi legge ndr) ha incontrato me e il vice capo della polizia Luigi Savina. E non aveva espresso critiche, preferendo attaccare sui social dopo qualche ora. Ma d’altronde Pizzarotti è abituato a repentini cambi di opinione. Nei primi mesi del 2018 sono stati messi a disposizione di Parma 1.600 uomini e donne delle forze dell’ordine, con 100 esperti di antiterrorismo. Di più: ci saranno tavoli periodici per discutere con l’amministrazione. Con questo governo l’aria è cambiata e si vede».

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