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lutto

Scomparso Mino Bruschi

20 settembre 2018, 07:01

Scomparso Mino Bruschi

Luca Molinari

Ha speso la sua vita aiutando i più deboli Gerolamo (Mino) Bruschi, scomparso a 80 anni dopo aver combattuto contro una grave malattia. Lascia la moglie Emilia Caronna, da sempre in prima linea nel difendere i diritti degli studenti disabili e delle fasce deboli come delegata del Rettore (e non solo), e il figlio Andrea, architetto, sposato con Bianca e papà di Jacopo, adorato nipote. Originario di Bergamo, Mino Bruschi era un uomo serafico, che amava aiutare il prossimo nel silenzio. Protagonista del ‘68 parmigiano, all’epoca era cappellano del San Benedetto e faceva parte del movimento del Dissenso cattolico, per una Chiesa che tornasse a difendere i deboli. Autore di un dissacrante presepe che riproduceva una scena di guerra (le guardie con il mitra spianato e i simboli del capitalismo che adoravano il dollaro d’argento al centro della culla), aveva scelto di lasciare l’abito talare in seguito alla provocatoria natività e a causa della mancata riforma della Chiesa. Nel 1972 il matrimonio con Emilia Caronna, celebrato dall’indimenticato don Antonio Moroni e l’inizio di una nuova vita. «Inizialmente lavorava in un’assicurazione – ricorda la moglie – poi un amico gli aveva trovato lavoro come sorvegliante nella clinica per malattie mentali di Monticelli». In quegli anni Mino Bruschi si laurea in psicologia e viene assunto dalla clinica come psicologo. Successivamente diventa psicoterapeuta e fonda il centro per l’anoressia all’interno della clinica. Significativo anche il suo impegno politico prima nel Movimento politico dei lavoratori, poi nel Pci e quindi tra le file dei Ds. «Negli anni Novanta è stato per circa dieci anni capogruppo di maggioranza a Montechiarugolo – aggiunge Emilia Caronna – al fianco di Ovidio Bussolati e Fabrizio Bolzoni. Viveva la politica come un servizio, spendendosi per il bene della collettività». Mino Bruschi non ha mai tradito i propri ideali. «Stiamo ricevendo messaggi di cordoglio da ogni dove – sottolinea emozionata Emilia Caronna – Ha dedicato tutta la sua vita agli altri. Ringrazio Tiziana Meschi e tutto il personale del reparto da lei diretto per la professionalità e l’umanità dimostrata. Ci hanno davvero aiutati». Il figlio Andrea lo ricorda come «un padre e un nonno eccezionale», ma soprattutto come «una persona che ha dedicato la sua esistenza ai più deboli». «E’ un uomo che ha donato tanto amore – rimarca – In questi giorni ci hanno chiamato tantissime persone per ringraziarlo e ricordarlo. Quando stava per morire ci ha detto che non voleva un funerale, ma una vera e propria festa per celebrare il fatto che fosse esistito».

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