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Emergenza

Droga: consumatori insospettabili e sempre più giovani

22 settembre 2018, 07:00

Droga: consumatori insospettabili e sempre più giovani

Di droga se ne parla, ora più di prima, per i fatti di cronaca che in città hanno acceso prepotentemente i riflettori sul mondo dello spaccio e dell'abuso di sostanze.

Ma come conferma chi per lavoro tenta di arginare la marea nera degli stupefacenti, questa è un'emergenza che stanno combattendo da molto tempo. Solo che le regole della battaglia, negli ultimi anni, sono cambiate velocemente.

«Se 20 anni fa la prima assunzione di stupefacenti avveniva tra i 18-20 anni, quando i ragazzi uscivano di casa per fare il militare, ora l'età si è abbassata notevolmente, con 13enni che fanno già uso di alcol e cannabis», spiega Maria Antonioni, direttrice del Sert.

«Prima al Sert curavamo eroinomani puri, che a volte riuscivamo anche a disintossicare. Ora è più difficile, perché arrivano persone che assumono abitualmente sempre tre o quattro sostanze, come cocaina, eroina ma in genere non iniettata, alcol usato per innaffiare il tutto, e anche cannabis», afferma durante «A Parma c'è qualche problema di droga», l'incontro promosso dal gruppo consiliare di Parma protagonista, giovedì sera al Wopa. Sul palco, a moderare gli interventi dei vari addetti ai lavori, i consiglieri Paolo Scarpa e Pier Paolo Eramo.

«Oltre al poliabuso, c'è una seconda insidia per chi deve curare i consumatori, data dal fatto che le nuove droghe, come la ketamina, il mefedrone o lo shaboo, non sono rintracciabili con il test delle urine», aggiunge Antonioni.

«I servizi pubblici, anche a Parma, non hanno potuto contare su più risorse e su più personale per essere adeguati nel contrastare le nuove emergenze», conferma don Luigi Valentini, fondatore della comunità Betania, che a proposito del problema droga in città va oltre il semplice sdegno, cercando di dare una spiegazione al proliferare degli spacciatori in alcune aree urbane.

«Si tende a colpevolizzare gli stranieri irregolari che vivono per buona parte all'interno del mondo dello spaccio. Pensare però che questi siano la causa della droga che circola a Parma è un discorso molto riduttivo. Se si spaccia è perché esiste un mercato, indubbiamente locale, che richiede le sostanze», dichiara don Valentini.

Un mercato composto – diversamente rispetto al passato – da insospettabili. «I consumatori sono molto cambiati. Siamo passati dalle aggregazioni di eroinomani che assumevano la sostanza per via endovenosa, a un consumo di tipo trasversale, che coinvolge tutte le fasce d'età e tutte le classi sociali», assicura Barbara Cantarelli, operatrice dell'Unità di strada.

Se la comprensione del fenomeno è un passaggio essenziale per tentare di risolverlo, non bisogna limitarsi alla cura di chi abusa, in quanto deve esistere una parte repressiva volta a tentare di contenere lo spaccio. «Il decreto svuota carceri è stato un incentivo a delinquere, perché per pene sotto ai 4 anni non si va in prigione. Stiamo parlando di quei reati che vanno a incidere sulla tranquillità della vita delle persone, come lo spaccio. Per questo servono leggi che rendano le pene certe», afferma Giuseppe Tramuta, ex agente della squadra narcotici della questura.

P.Dall.

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