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SEXY RICATTO

L'hacker: «Frequenti siti porno, ora paga»

22 settembre 2018, 07:03

L'hacker: «Frequenti siti porno, ora paga»

LUCA PELAGATTI

«La cosa più curiosa era il tono: quel misterioso hacker mi ricattava ma si permetteva, nello stesso tempo, di farmi la morale: “Siamo al corrente di tutti i tuoi piccoli e grossi segreti.....Sembra che tu abbia tutta una vita segreta”. Peccato per loro che io non abbia segreti e soprattutto una doppia vita. E di fronte a quella mail mi sono messa a ridere».

Paola (chiamiamola così), abita a Parma, ha una cinquantina di anni e non si può certo definire una smanettona del web: come tutti usa la rete per scrivere, informarsi, lavorare. Eppure nei giorni scorsi ha ricevuto una mail anonima da parte di qualcuno che sosteneva di averle manomesso l'account di posta, e non solo. E di avere le prove di una sua disinvolta frequentazione di siti porno.

«In pratica, quella mail, scritta in italiano a metà tra lo zoppicante e il confidenziale, sosteneva che grazie ad un virus la banda di pirati informatici mi aveva rubato tutti i dati della mia corrispondenza ma anche i dati dei social e di messenger. Peccato che messenger io non sappia neppure cosa sia. E che i social non li uso».

Insomma, il tentativo di truffa nasce con le gambe corte. Ma per utilizzatori ingenui o vittime di sensi di colpa può fare parecchio danno. «Poi, per colpirmi, il riferimento hard. I soliti hacker mi hanno scritto di avermi ripreso, grazie alla mia web cam, mentre navigavo tra siti a luci rosse e che per questo, per conquistarmi il loro silenzio avrei dovuto pagarli». Per la precisione 300 dollari, ma in bitcoin da versare in 48 ore: altrimenti sarebbe partita la macchina del fango virtuale. «Ovvero tutti i miei amici e i miei cari avrebbero ricevuto le prove di questi miei comportamenti riprovevoli».

Inutile dire che Paola non si è scomposta più di tanto. E certa dei propri comportamenti, in rete e non solo, ha sorriso e preso il telefono. «Ho avvisato la polizia postale di Parma che mi ha spiegato che di queste mail ne stanno arrivano migliaia, in Italia e non solo. Si tratta di un tentativo di truffa piuttosto artigianale ma i cui responsabili sono praticamente impossibili da identificare. E che ovviamente non avrei dovuto fare nulla».

Lo stesso consiglio che arriva dalla polizia postale nazionale che ha pubblicato un vademecum: innanzitutto non bisogna pagare anche perché il pagamento ha l’unico effetto di aumentare le richieste estorsive». Poi è necessario utilizzare password diverse e complesse per ogni account, utilizzare quando possibile i sistemi di sicurezza a doppia autenticazione (password più codice sicurezza sul cellulare) e sapere che, per installare un virus capace di controllare pc e telefonini, è necessario che gli hacker abbiano avuto accesso ai dispositivi stessi: dunque non aprire alcun link collegato alle mail nè lasciare i dispositivi incustoditi o non protetti da password di sblocco. Insomma, se qualcuno dice di avervi sorpreso con le mani tra i siti per adulti non preoccupatevi. E' praticamente certo che non è vero. E i vostri piccoli o grandi segreti resteranno solo vostri.

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