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Colorno

Tortél Dóls: ora è guerra tra confraternita e sindaco

22 settembre 2018, 07:00

Tortél Dóls: ora è guerra tra confraternita e sindaco

CRISTIAN CALESTANI

COLORNO «Il sindaco di Colorno Michela Canova, anziché aiutare la Confraternita, ha deciso di scipparla di una festa, il Gran Galà, che ha ideato e fatto crescere negli anni. Con furbizia, opportunismo ed arroganza il sindaco ha voluto fare il super eroe dicendo: ci penso io ad organizzare la festa del Tortél Dóls. Se anche noi avessimo ricevuto i contributi legittimamente elargiti dal Comune ad altre associazioni, o le risorse che il Comune stesso ha poi trovato per organizzare autonomamente la festa, saremmo riusciti a garantire il Gran Galà». Scoppia una feroce polemica sulla festa dedicata al primo piatto tipico della Bassa Est. Una ventina di giorni fa la Confraternita del Tortél Dóls ha reso pubblica sulla Gazzetta la propria impossibilità ad organizzare la manifestazione per quest'anno visto l'impegno – pochi giorni prima della seconda domenica di ottobre, data solitamente dedicata al Gran Galà – nell'organizzazione del raduno nazionale Fice (Federazione italiana circoli enogastronomici) che porterà nel Parmense circa 200 componenti di confraternite da tutt'Italia. Il Comune – con l'appoggio del Consorzio Parma Quality Restaurants e di alcuni sponsor – ha però deciso di organizzare ugualmente, in autonomia, la festa dal titolo Tortél Dóls, un tortello tante storie, il 14 ottobre. I soci della Confraternita, dopo le dichiarazioni del sindaco dei giorni scorsi, hanno deciso di rendere pubblica la loro ricostruzione. «A giugno abbiamo incontrato il sindaco per presentare il progetto del raduno nazionale delle confraternite e manifestato la nostra difficoltà economica nel sostenere i costi sia del raduno che del successivo Gran Galà. Abbiamo chiesto al Comune un eventuale aiuto economico oppure la gratuità o riduzione del costo d'ingresso alla Reggia per i nostri ospiti, circa 200 persone. Questa è stata la risposta del sindaco: “No, non abbiamo risorse. Non credo nella vostra iniziativa del raduno che è una pagliacciata”». Qui arriva la prima precisazione: «Quella che il sindaco ha definito una pagliacciata è una manifestazione che lo scorso anno è stata organizzata a Gallipoli, che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Puglia invitato dal primo cittadino della città e come ospite d'onore Renzo Arbore. A fronte di dichiarazioni ipocrite del sindaco Canova che parla di “Tortél Dóls quale patrimonio culturale e storico del nostro territorio intorno a cui ruota un indotto economico” abbiamo ottenuto risposte ben diverse, cariche di entusiasmo e disponibilità, con gratuità degli ingressi museali, da parte degli altri sindaci del Parmense in cui farà tappa il raduno delle confraternite». Altri chiarimenti anche sulla questione dell'organizzazione della festa del 14 ottobre. «A fronte delle nostre difficoltà per il Gran Galà il sindaco ci aveva prospettato la possibilità di organizzare comunque un evento “sulla pasta fresca” coinvolgendo la Confraternita in uno stand senza però strumentalizzare il nome del tortello: non era sua intenzione, ci disse. A giugno chiese di avere da noi una risposta definitiva entro pochi giorni. Come Confraternita avevamo confermato l'impossibilità ad organizzare il Gran Galà in mancanza di un contributo dal Comune. Dal canto suo il sindaco aveva ribadito l'assenza di risorse, poi però elargite - nella misura di 20mila e 15mila euro - ad altre associazioni. Se avessimo avuto lo stesso trattamento anche noi avremmo potuto organizzare la nostra manifestazione». Infine, «partimmo 10 anni fa facendoci carico degli oneri organizzativi e sostenuti dall'allora sindaco Stefano Gelati che fece in modo che il Comune potesse elargire 2.500 euro. Da quell'anno, con il successore Canova, il contributo del Comune è progressivamente calato. In dieci anni abbiamo ricevuto 12mila euro dal Comune e 7.500 dalla Strada del culatello. Solo in donazioni ed iniziative benefiche abbiamo elargito sul territorio 18mila euro, senza contare tutto l'indotto generato dalla festa».

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