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Addio a Elide La Vecchia, poetessa anarchica e gentile

23 settembre 2018, 08:01

Addio a Elide La Vecchia, poetessa anarchica e gentile

Pierluigi Dallapina

In uno dei suoi lavori più conosciuti, il dramma teatrale «Le rinchiuse», affrontava la condizione di solitudine in cui spesso vivono, pur di sopravvivere, le badanti. E quel tema lo aveva scelto anche nell'immagine con cui si presentava al mondo virtuale dei social network, postando come fotografia del proprio profilo Facebook uno dei quadri più famosi del Novecento: «I nottambuli» (Nighthawks) del pittore Edward Hopper.

Elide La Vecchia, poeta, come voleva essere definita, narratrice e drammaturga amava la letteratura, ma non le lezioni di stile fini a se stesse, preferendo indirizzare la sua ricerca creativa verso quei territori, spesso accidentati e dolorosi, che caratterizzano le pagine meno «comode» della contemporaneità.

Ecco allora il dramma sulle badanti, rappresentato a Milano dal Teatro Utile con un buon successo di pubblico, insieme ad «Extraurbane», uno spettacolo messo in scena in occasione della Settimana del Migrante.

«Elide era una persona schiva, molto pudica, dotata di una scrittura estremamente poetica», afferma Tiziana Bergamaschi, regista del gruppo Teatro Utile e insegnante all'Accademia dei Filodrammatici, ricordando la 52enne scomparsa ieri dopo un breve ricovero all'ospedale Maggiore.

«Il suo dramma “Le rinchiuse” è già in scena da tre anni e nel 2019 sarà rappresentato in francese al Festival di Avignone», aggiunge, mentre Andreina Garella di Festina Lente Teatro, nonché registra di «Extraurbane», aggiunge: «Abbiamo lavorato insieme per dieci anni e attraverso le sue parole riusciva a tradurre in poesia temi forti della contemporaneità, come la tematica dell'immigrazione».

All'amore per il teatro, Elide La Vecchia univa la passione per la letteratura e la poesia, tanto da farla diventare ospite fisso della libreria «Diari di Bordo», come ricordano i due librai, Alice Pisu e Antonello Saiz. «Era una presenza attiva. Faceva letture ad alta voce dei libri di Amélie Nothomb - racconta Saiz -. Era piena di talento anche se non ha mai pubblicato nulla. Forse perché era una ragazza contro. Era un'anarchica della cultura».

I «Diari di Bordo» l'avevano proposta per un progetto di lettura in classe promosso dalla casa editrice Marcos y Marcos e lei accettò di buon grado, così come partecipava alla festa del Coro dei Malfattori che si teneva in piazzale Borri, proponendo brani di Alda Merini e Virginia Woolf.

«Era dotata di uno sguardo molto attento. Lavorò anche con Attilio Bertolucci», ricorda Caterina Nizzoli dell'associazione Artètipi. A Elide, il narratore Tito Pioli dedicò il racconto «A difesa di Volpina».

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