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Via d'Azeglio

Blitz nei kebab, i commercianti: «Avanti così».

23 settembre 2018, 08:02

Blitz nei kebab, i commercianti: «Avanti così».

Michele Ceparano

Blitz delle forze dell'ordine l'altra notte in cui sono stati passati al setaccio kebab ed esercizi pubblici un po' in tutta la città, con particolare attenzione alle strade della «movida» come via D'Azeglio. E proprio in quest'ultima è scattata la sospensione di una licenza, mentre altri esercizi hanno ricevuto sanzioni pecuniarie. Un blitz, durato fino all'alba di ieri, che ha fatto registrare l'approvazione di diversi commercianti di via D'Azeglio, cuore pulsante di un Oltretorrente che non vuole arrendersi al degrado, alla globalizzazione e alla crisi.

LA TASK FORCE

Una vera e propria task force quella che è entrata in azione: un grande spiegamento di forze che ha visto insieme polizia di Stato, polizia municipale, guardia di Finanza, carabinieri, lspettorato territoriale del lavoro e Ausl di Parma. Il servizio, che è stato coordinato dalla Questura, si inserisce nell'ambito del programma di intensificazione dei controlli del territorio voluto dalla Prefettura di Parma e pianificato in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica.

I NUMERI

Nel corso del servizio, in cui sono state identificate oltre settanta persone (tra cui diciassette pregiudicati) all'interno degli esercizi o nelle immediate vicinanze, sono stati controllati nove locali pubblici. In alcuni di essi sono state rilevate e sanzionate diverse violazioni e in un caso è scattata la sospensione della licenza.

KEBAB NEL MIRINO

In particolare, in un kebab di via D'Azeglio, è stato scoperto un lavoratore irregolare. L'Ispettorato del lavoro ha così sospeso la licenza del locale in attesa della regolazione dello stesso, mentre I'Ausl ha imposto delle prescrizioni di carattere igienico-sanitario. Il titolare di un secondo Kebab, sempre di via D'Azeglio, è stato invece sanzionato, per vendita di alcolici da asporto dopo le 22. Problemi anche per altri due esercizi, uno nel vicino piazzale Bertozzi e un altro in via Traversetolo, che hanno ricevuto sanzioni amministrative dal momento che erano sprovvisti dello strumento di misurazione del tasso alcolemico e delle relative tabelle. Infine, diverse le prescrizioni di carattere igienico-sanitarie disposte dall'Ausl, mentre proseguono gli accertamenti di regolarità amministrativa da parte della polizia municipale.

«AVANTI COSI'»

Il blitz delle forze dell'ordine riceve il plauso di numerosi commercianti di via D'Azeglio, una delle strade della «movida» e da sempre uno dei luoghi di maggior aggregazione dei giovani tra cui tanti studenti universitari che vivono in città. Alle «porte» della strada c'è Michele Ferrari, titolare dell'orologeria che, aperta nel '22 da suo nonno Luigi, è la bottega più vecchia di Parma. «Bene i controlli - commenta -, ma ne servono di più, soprattutto contro i bivacchi selvaggi (indica, dal lato opposto della strada, numerosi stranieri seduti ai piedi del monumento a Corridoni, ndr). Bene anche le multe: tutti devono essere in regola». D'accordo con i controlli anche Ali Ekber Sultan, origini curde e titolare di un kebab, per cui «questa strada è anche mia e bisogna che tutti, italiani e stranieri, la rispettino e la tengano pulita». Racconta un episodio: «Una notte un africano stava facendo i suoi bisogni in strada e io mi sono arrabbiato. “Ti devi comportare bene” gli ho urlato. Spero che abbia capito». Per Annalisa Reggiani, dell'omonima ottica, in via D'Azeglio dal '45, «è un bene che le forze dell'ordine passino spesso. L'inverno sta arrivando - spiega - e con il buio la sicurezza diminuisce. La gente gira alla larga da via D'Azeglio. Bisogna invertire questa tendenza». Guido Rossi, del Bar Perry's, ricorda che «negli ultimi tempi, nei pressi del mio locale, c'è maggiore pulizia. E' un bene e spero che continui così perché questa è una bella strada». Il giro continua fino a barriera D'Azeglio, «capolinea» della strada. «Qui servirebbe una telecamera - dicono all'unisono Mauro Dalcò e Iyad Iunis, titolare di un negozio di intimo al numero 126 il primo e di telefoni il secondo, al 128. Dalcò indica una scritta comparsa da poco sul muro della vicina Università: «Non è un bel vedere». A Iunis due mesi fa hanno invece distrutto la vetrina e rubato tutti gli smartphone. «Noi, però, non ci arrendiamo - conclude - e chiediamo alle forze dell'ordine di aiutarci ancora di più a difendere le nostre attività».

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