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Fontanellato

Bocconi avvelenati a Parola: due cagnoline salvate in extremis

23 settembre 2018, 08:00

Bocconi avvelenati a Parola: due cagnoline salvate in extremis

Chiara De Carli

FONTANELLATO - E' stata solo la prontezza di riflessi del suo amico «bipede» a salvare la vita a una cagnetta meticcia che venerdì scorso è incappata in un esempio di stupidità e cattiveria umana.

Mentre era a passeggio, all'imbocco della pista ciclabile accanto all'area verde di Parola, la cagnolina è stata attirata da un succulento boccone e rapidamente lo ha fatto sparire tra le fauci.

Sono bastate però poche decine di minuti perché la bestiola iniziasse a stare male e la corsa in clinica veterinaria ha confermato il terribile sospetto del proprietario: avvelenamento (per saperne di più sul tipo di veleno utilizzato bisognerà aspettare lunedì). Mentre la cagnolina veniva sottoposta a tutte le cure necessarie per salvarle la vita, è stato lanciato l'allarme bocconi avvelenati. Sul luogo cui era stata trovata l'esca sono arrivati gli agenti della polizia locale di Fontanellato con i Rescue Dogs che, dopo aver reso inaccessibile l'intera area verde, hanno battuto a tappeto tutta la zona: non sono stati trovati altri bocconi sospetti o resti.

L'allarme, tuttavia, è tutt'altro che rientrato. Dopo il tam tam che s'era diffuso sui social network, è arrivata la seconda segnalazione: un'altra cagnolina meticcia salvata per un pelo e anche in questo caso avrebbe ingoiato (o leccato) «qualcosa» nella stessa area verde. «L'unica difesa verso chi commette un reato odioso come questo è tenere il cane al guinzaglio e a portata di sguardo in modo da intervenire immediatamente qualora dovesse prendere in bocca qualcosa, meglio ancora sarebbe fargli indossare la museruola che offre la massima tutela – ricorda il comandante della polizia locale Andrea Volpi -. I bocconi sono spesso succulenti, ma i veleni che vengono solitamente usati per imbottirli possono uccidere un cane condannandolo ad un'agonia fatta di sofferenza atroce. Nonostante la comprensibile angoscia di chi si trova a fronteggiare la gestione dell'avvelenamento del proprio cane, voglio ricordare a tutti i proprietari l'importanza di avvisare immediatamente la polizia locale per segnalare il ritrovamento dell'esca e avviare il prima possibile le operazioni di bonifica della zona».

Un reato odioso, si diceva: l'intenzione di Volpi è ora quella di cercare di dare un nome a chi ha posizionato il veleno attraverso l'analisi dei movimenti registrati dalle videocamere di sorveglianza della frazione.

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