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Denuncia

I cacciatori: «Aggrediti dagli animalisti»

23 settembre 2018, 08:00

I cacciatori: «Aggrediti dagli animalisti»

Bianca Maria Sarti

TRAVERSETOLO - «Un episodio gravissimo, senza precedenti. La denuncia ora non basta, serve un intervento normativo». Nella sede dell'Ambito Territoriale di Caccia Parma 4 a Traversetolo i vertici delle principali associazioni di caccia della provincia si sono riuniti per denunciare pubblicamente un episodio verificatosi nei giorni scorsi tra Panocchia e Vigatto, appunto nella zona Atc Pr4.

A raccontare quel che è accaduto, mostrando alcune foto scattate da un cellulare, è il presidente dell'Ambito Parma 4, Alberto Pazzoni. «Domenica scorsa era il primo giorno di apertura della stagione di caccia e cinque o sei cacciatori (diversi dei quali di Traversetolo, ndr) erano regolarmente presenti in una zona di caccia alla selvaggina stanziale (lepre e fagiano) tra Panocchia e Vigatto – ha raccontato Pazzoni – improvvisamente una ventina di persone vestite di nero, alcune delle quali mascherate, hanno iniziato a procedere verso di loro disponendosi a rastrello e inveendo, facendo confusione e urlando. Di fatto si sono appropriate di un'area in cui i cacciatori esercitavano un diritto costituzionalmente riconosciuto e istituzionalizzato, nel pieno rispetto delle regole».

L'azione non si è limitata al disturbo e all'invasione dell'area. «Oltre agli insulti qualcuno è passato all'aggressione fisica – continua Pazzoni – afferrando il cellulare di un cacciatore, che stava cercando di contattare le forze dell'ordine, e scagliandolo lontano».

Pazzoni ha voluto accanto a sé i principali rappresentanti del mondo venatorio: Leopoldo Testi, presidente provinciale Enalcaccia e vicepresidente di Feraveri (che riunisce le associazioni venatorie regionali); Sergio Ziliotti, presidente provinciale di Libera Caccia; Oscar Frattini presidente provinciale di Federazione Italiana della Caccia e Adriano Toscani presidente provinciale di Arci Caccia.

«L'attacco è stato particolarmente vile – hanno affermato all'unisono i rappresentanti dei cacciatori – perché l'intento era chiaramente quello di provocare persone che, avendo un'arma, non avrebbero potuto reagire in alcun modo per non rischiare di perdere la propria licenza».

Nel gruppo di dimostranti c'erano uomini e donne di tutte le età, alcuni di loro avevano il volto coperto.

Si tratta del primo episodio di questo genere che si registra in provincia. Ora chi ha aggredito i cacciatori fisicamente rischia una denuncia per violenza privata.

«Ci sentiamo offesi e vilipesi – continuano i cacciatori – già altri episodi di auto di cacciatori sfregiate, anche di recente, testimoniavano il clima di crescente ostilità nei confronti del mondo venatorio. Denunceremo il fatto, ma a questo punto chiederemo anche un intervento normativo che verrà presentato dai parlamentari sulla scorta di quanto già proposto in Veneto e Lombardia. Anche le associazioni ambientaliste, che siedono con noi ai tavoli di lavoro in Regione dovrebbero esprimersi contro questi episodi di intolleranza che ledono un diritto costituzionale. Auspichiamo anche un tempestivo intervento delle forze dell'ordine in caso dovessero ripetersi episodi analoghi».

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