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Assistenza pubblica

Trent'anni di automedica

23 settembre 2018, 08:00

Trent'anni di automedica

Luca Molinari

L'automedica dell'Assistenza pubblica ha spento le sue prime trenta candeline. Per celebrare questo importante anniversario ieri mattina nella sede di via Gorizia si è tenuto il convegno dal titolo «1988-2018. L'automedica ieri e oggi. Un'eccellenza nata a Parma», promosso dall'Ap con il patrocinio del Comune e il sostegno del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati.

Parma è stata la prima città in Italia a dar vita a questo servizio, fondamentale per prestare immediato soccorso ai feriti più gravi. Nel corso di questi trent'anni l'attività dell'automedica è costantemente migliorata, anche grazie all'aiuto della tecnologia, diventando uno dei fiori all'occhiello della nostra città nella gestione dell'emergenza-urgenza. Uno dei punti fermi è la costante presenza sull'auto di un medico anestesista-rianimatore. Attualmente i volontari abilitati al servizio di automedica sono circa 75. Il pool di medici che copre i turni in automedica è invece composto da 36 unità. Nel 2017 l'automedica della Pubblica ha effettuato 1889 servizi percorrendo circa 26.000 chilometri. L'operatività è dalle 8 alle 20 tutti i giorni dell'anno.

Due le sessioni del convegno. Quella mattutina rivolta ai medici e agli infermieri, quella pomeridiana ai volontari, incentrata sulle emergenze ambientali e sulle responsabilità durante il soccorso. I lavori sono stati aperti da Luca Bellingeri, presidente dell'Assistenza pubblica. «Siamo qui per celebrare i trent'anni dell'automedica - ha esordito - ma anche per ribadire la qualità del servizio che offre alla città. Per noi è un vero e proprio orgoglio portare avanti un servizio di altissimo livello che rappresenta un valore aggiunto fondamentale per tutti i nostri concittadini».

Parole ribadite da Filippo Mordacci, presidente di Fondazione Assistenza pubblica: «Siamo molto orgogliosi di aver mantenuto un servizio di alto livello nel corso degli anni. Per noi l'automedica è sempre stata un punto fermo, un'eccellenza da portare avanti con lo stesso spirito con cui è nata 30 anni fa».

Cristiana Madoni, direttore sanitario dell'Assistenza pubblica, ha precisato che l'obiettivo del convegno «è quello di ricordare come è nata l'idea dell'automedica, come si è realizzata e come è stata accolta; ma anche illustrare il ruolo che riveste oggi nell'emergenza preospedaliera e quali innovazioni tecnologiche si sono aggiunte nel corso del tempo. La sessione pomeridiana era aperta ai volontari, perché è grazie a un lavoro di squadra (sanitari e volontari) che si ottiene il miglior risultato».

Ad aprire i lavori le più importanti autorità cittadine. Il sindaco Federico Pizzarotti ha sottolineato come «il trentennale è un occasione per rinnovarsi e per far conoscere a tutti questa eccellenza». Per il rettore Paolo Andrei «si devono coinvolgere tutte le istituzioni per garantire un servizio di sempre più alta qualità alle persone». Dello stesso tenore anche gli interventi di Pierantonio Muzzetto, presidente dell'Ordine dei medici, Massimo Fabi e Elena Saccenti, i direttori generali del Maggiore e dell'Ausl, che si sono soffermati sulla qualità del servizio offerto dall'automedica e sulla necessità di lavorare in sinergia per rimanere al passo coi tempi.

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