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VIA TOSCANA

Il rumore dei treni? Fuori legge notte e giorno

24 settembre 2018, 07:00

Il rumore dei treni? Fuori legge notte e giorno

GIAN LUCA ZURLINI

In via Toscana il rumore prodotto dai treni, soprattutto da quelli merci, che passano sui binari. è in certe ore della giornata superiore di molti decibel a quello stabilito dalla legge. A certificarlo ufficialmente è stata nelle settimane scorse l'Arpae, che ha svolto le proprie rilevazioni a metà luglio su richiesta di un combattivo residente della via, Oliviero Ballarini, ex ferroviere in pensione, che dopo avere inutilmente bussato per anni alle porte di Comune e Ferrovie senza ricevere adeguate risposte si è rivolto direttamente all'agenzia per l'Ambiente regionale.

Per lui la convivenza con il rumore prodotto dai convogli che transitano ogni pochi minuti sulla Milano-Bologna in passato era quasi un fatto scontato. «Ma - spiega lui - da una decina d'anni a questa parte le cose sono cambiate e peggiorate di molto. Visto che ho lavorato in ferrovia, la causa mi è subito stata chiara: i problemi veri sono iniziati quando è stato dato accesso ai privati per il trasporto merci su binari aumentando la velocità massima commerciale dei convogli da 90 a 140 chilometri. Un aumento fatto per diminuire i costi di trasporto che però ha provocato un incremento del rumore insostenibile e che costringe di fatto a tenere le finestre di casa chiuse per riuscire almeno a parlarsi».

In realtà, abbinato a questo aumento di velocità, era stato fatto nel 2004 un accordo che avrebbe dovuto portare all'installazione di barriere antirumore lungo tutta via Toscana «anche perché - sottolinea Ballarini - a poca distanza ci sono anche scuole importanti come Itis, Giordani e Bertolucci. E dove ci sono le scuole i limiti di legge sono ancora più severi». Per farla breve, dal 2004 in poi niente si è mosso e nell'agosto del 2015 Ballarini ha fatto una prima segnalazione agli uffici del Comune al Duc perché intervenisse con le Ferrovie per far rispettare l'accordo. Dopo avere atteso un paio d'anni nel 2017 è tornato all'attacco e poi da inizio 2018 sono state ben tre le segnalazioni. «Dal Comune ho però sempre avuto risposte evasive, visto che doveva essere l'ente a portare la mia richiesta alle Ferrovie da semplice cittadino. Così alla fine ho deciso di rivolgermi direttamente all'Arpae». E qui è arrivata la lieta sorpresa per il combattivo ex ferroviere: «Mi hanno ricevuto con attenzione e grande cortesia, dicendomi che sarebbero venuti a fare le rilevazioni perché era loro dovere a fronte di un esposto così così circostanziato».

E le rilevazioni hanno dato risultati non equivoci. Nella relazione consegnata a Oliviero Ballarini e che l'Arpae ha inviato anche a Comune, Regione, ministero dell'Ambiente, Ausl sanità pubblica e Rfi, si legge che «a seguito della segnalazione scritta pervenuta il 22 giugno 2018 i rilievi fonometrici della durata di 48 ore eseguiti tra il 17 e il 19 luglio nella facciata più esposta dell'abitazione del cittadino hanno messo in luce (testuale ndr) un evidente superamento dei limiti vigenti sia nel periodo diurno che in quello notturno. Il superamento è stimabile in circa 2 decibel nel primo caso e in 11 decibel nel secondo». L'Arpae ricorda che la casa di Ballarini era già inserita in un piano per il contenimento del rumore del 2004 che prevedeva la realizzazione di barriere fonoassorbenti con avvio previsto nel secondo anno del piano. Dunque, le barriere vanno fatte, e a certificarlo è un ente pubblico preposto proprio a questo tipo di segnalazioni. E Oliviero Ballarini ora cosa si attende? «Sinceramente sono soddisfatto per aver dimostrato che non era una mia impressione ma che il rumore fuori dai limiti è un dato reale. Ora mi aspetto che Comune e Ferrovie facciano la loro parte, l'uno sollecitando e gli altri realizzando le barriere che dovrebbero essere già presenti da anni. Ma, siccome siamo in Italia e le sanzioni sono piuttosto lievi per il mancato adempimento, non sono fiducioso che si arrivi a una buona fine. Ma dalla mia adesso ho atti ufficiali e quindi adesso farò ancora le mie richieste con maggior forza. Perché non è giusto che ad essere danneggiati da decisioni prese dall'alto siano poi cittadini incolpevoli. Sui treni ho lavorato e ci ho convissuto per anni: ma quando è troppo è troppo. E pretendo che le barriere antirumore adesso vengano installate».

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