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Varano Melegari

Mirko Reggiani, morire a 42 anni

24 settembre 2018, 07:00

Mirko Reggiani, morire a 42 anni

VALENTINO STRASER

Profondo cordoglio e comunità attonita a Varano Melegari per la prematura scomparsa, a 42 anni, di Mirko Reggiani, molto conosciuto in paese, a Fornovo Taro dove ha abitato diversi anni, a Sala Baganza dove era stimato per l’attività professionale e negli ambienti calcistici, come giocatore prima e dirigente della Società Futura di Noceto, poi.

Classe 1975, Mirko Reggiani era cresciuto a Varano Melegari dove aveva frequentato elementari e medie. Con l’impiego nella ditta Arquati, la mamma si era trasferita a Sala Baganza, dove vive tuttora, con il fratello Fabio e la cognata Surita. Dipendente della Gea Procomac di Sala Baganza dagli anni '90, addetto ai torni elettronici, Reggiani era stimato e benvoluto da colleghi e superiori che ne hanno sempre apprezzato il carattere mite, rispettoso e generoso. Prova ne sono le continue visite al capezzale, durante l'ultimo periodo della gravissima malattia.

Sposato e poi separato, è padre di due figli: Giada, maggiorenne da poco, e Alessandro, 15 anni. Dopo aver abitato da sposato a Sala Baganza, Collecchio, Fornovo e Salita, Mirko Reggiani aveva deciso di fermarsi a Fornovo per essere più vicino ai figli, amati sopra ogni cosa.

Impegnato nel lavoro, dopo aver calpestato i campi della provincia come giocatore, ma dopo un grave infarto nel 2012 aveva attaccato le scarpe al chiodo. Il calcio, ora lo viveva da dirigente della Polisportiva Futura 2000, dove gioca da anni il figlio Alessandro. Tifosissimo della Juventus, non si perdeva una partita della squadra del cuore.

Nel 2009 aveva contratto una grave malattia, dapprima debellata, che purtroppo si è ripresentata lo scorso dicembre. Nonostante le cure a Parma, Reggio e Milano, questa volta non è riuscito a sconfiggerla. Mirko è deceduto ieri mattina a Borgotaro, all’Hospice Valle del Sole, che lui definiva «un albergo a 5 stelle», per le cure prestate, le attenzioni e l’alta professionalità dimostrate.

Persona semplice, mite e rispettosa, dotata di un altruismo infinito, con il quale ha cercato di proteggere dal dolore fino all’ultimo i figli, la mamma Teresa e la «sorella» Betta. «Caro Mirko - ricorda il cognato Sauro Gabelli - alla fine ci hai lasciati. Sappiamo tutti che non doveva finire così. Non era così che avevamo previsto il futuro, ma purtroppo questa è la realtà. Ma la tua sofferenza è ora giunta al termine. E’ stata lunga e penosa, ma ora puoi riposare. Finalmente potrai lasciarti alle spalle il dolore e le notti insonni, la morfina e il brufen. Potrai infilarti ancora scarpette e calzettoni, e felice, scendere sulla fascia per il cross e riassaporare la leggerezza e la felicità nell’anima e ritroverai il sorriso perduto che ti illuminava il viso».

«Vedrai i tuoi figli crescere orgogliosi dei ricordi – conclude Gabelli - che hai saputo regalare loro e che serberanno stretti come tesori. Ti accorgerai che, nonostante gli anni, sarai sempre nei nostri pensieri, come prima, come adesso, come sempre». Su sua espressa richiesta, Reggiani verrà tumulato domani nel cimitero di Varano Melegari, mentre questa sera, alle 20,30, verrà recitato il rosario nella chiesa dello stesso paese.

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