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Corniglio

Sesta diventa un set per il film di Giovanni Martinelli

26 settembre 2018, 08:00

Sesta diventa un set per il film di Giovanni Martinelli

BEATRICE MINOZZI

CORNIGLIO Ciak si gira, a Sesta Inferiore di Corniglio. Il piccolo borgo appenninico tanto caro al pittore Walter Madoi si è trasformato in un set a cielo aperto per le riprese della docu fiction «La scoperta del cinema», una pellicola nata dalla volontà del regista Giovanni Martinelli e co-prodotta dall'associazione culturale «La Musa» e dalla Geko-Lab di Marco Botti, che riprende un progetto iniziato nel 1996, mai terminato, con Maurizio Schiaretti e Mario Gruzza ed intitolato «L'asino del Vermont», con la partecipazione straordinaria di Attilio Bertolucci.

La docu-fiction racconterà la storia di Pietro (interpretato dall'attore Savino Paparella), reporter cinquantenne appassionato di cinema e montagna, che segue le tracce di una vecchia storia in un Appennino Parmense ricco d'incontri con uomini e luoghi. Insieme a lui l'amica blogger interpretata da Diana Bancale.

Una trentina le comparse (selezionate dal regista al casting nell'albergo Ghirardini di Bosco) nei loro bellissimi costumi, che - dopo essersi vestite e truccate nell'ex osteria della Lucerna, messa a disposizione dalla famiglia Donnini - si sono avvicendate sul set della scena girata a Sesta: la cronaca di una serata cinematografica estiva a metà anni ‘50, con la proiezione di un documentario sul Vermont.

Le riprese - alla fotografia Luca Martinelli e al suono Nicola Gambara - hanno preso il via dentro una vecchia cantina, dove un piccolo montanaro della seconda metà del secolo scorso (interpretato da Andrea) e i nonni Valerio ed Elsa trovano un uomo che dorme su un'asse di legno. E' il protagonista, Pietro, che in una visione onirica immagina di far vedere per la prima volta agli abitanti di questo sperduto paese di montagna il cinematografo. «L'asino del Vermont» è il titolo del film, realizzato dall'Usis (United States information service) dopo la seconda guerra mondiale.

I visi delle comparse - selezionate dal regista, che ha cercato lineamenti non troppo moderni - ricordavano quelli che popolavano la montagna in quel periodo, mentre le case in sasso e le vecchie corti sembravano usciti dagli anni ‘50. Nel cornigliese sono ancora in corso le riprese della docu fiction, con scene che saranno ambientate tra Lagdei, il Monte Marmagna e il rifugio Mariotti.

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