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RAPINA IN CENTRO

Volto scoperto e cutter: minaccia l'antiquario e arraffa l'incasso

27 settembre 2018, 08:01

Volto scoperto e cutter: minaccia l'antiquario e arraffa l'incasso

LAURA FRUGONI

Ha aperto il suo negozio d'antiquariato in via Bruno Longhi da poco più di un mese. Ma ieri sera per Carlo Pellerzi è arrivato il peggiore benvenuto: il «battesimo» della rapina.

Stava per chiudere, mancavano pochi minuti alle 19,30 quando s'è affacciato sull'uscio del «Portale del tempo» fresco di trasloco (prima era in via Collegio dei Nobili) quel giovane: sui 25-30 anni, italiano, vestito bene, nessuna inflessione particolare, cappellino, pantaloni blu e maglietta. Alto come una pertica, «un bel ragazzo».

Insomma, non il solito gaglioffo infagottato nella felpa col cappuccio tirato sulla fronte. Stessa razza, però. Questo aveva un cutter in tasca e non ha esitato a tirarlo fuori per far capire all'antiquario che non scherzava. Voleva i soldi e se li è presi: circa duemila euro.

«Quando è entrato mi ha chiesto se avevo una sigaretta». racconta Pellerzi pochi istanti dopo la rapina, insolitamente calmo («io sono così, ma guardi che m'è venuta la tachicardia»).

Niente sigaretta risponde il titolare. Ma l'altro non molla: «Mi dai i soldi per comprare un pacchetto?». Il tempo di rispondergli che di soldi non ce ne sono e nella mano destra gli compare un cutter pure quello piuttosto insolito: giallo canarino. Intanto, il rapinatore s'è spostato nella stanza più interna del negozio, appoggia la mano destra (il cutter è passato nella sinistra) sullo scaffale zeppo di fragilissimo vasellame di Murano e comincia a scuoterlo. A mo' d'avvertimento. Una minaccia chiara. «Voglio i soldi» sibila. Gualerzi s'accascia sulla sedia. «E allora prenditeli» indicando il cassetto con l'incasso. Il giovane, che non porta i guanti, fa tutto da sé: arraffati duemila euro in contanti, prende la porta e s'allontana come un fulmine in sella a una bicicletta. Un testimone lo intravede pedalare verso il Duomo. Anzi, in verità vede due pedalatori che imboccano borghi diversi ed è assai probabile che l'altro fosse il palo.

Il «Portale del tempo» si riempie di poliziotti: volanti, squadra mobile, scientifica a caccia di impronte.

Si va a anche a caccia di telecamere in tutta la zona. Pellerzi scuote la testa: pure davanti al suo negozio le ha fatte installare, ma ancora non funzionano. C'è un altro particolare che amareggia, in una via che dovrebbe esser tranquilla, centralissima: due passi e sei in duomo. «Via Bruno Longhi è l'unica in cui i lampioni s'accendono troppo tardi. Vada a sentire anche gli altri negozianti, tutti si lamentano. Quando è arrivato il rapinatore era tutto buio». Un bel punto di vantaggio, per lui.

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