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APPENNINO

Per funghi senza correre pericoli

28 settembre 2018, 08:00

Per funghi senza correre pericoli

BEATRICE MINOZZI

Due morti e cinque tra feriti e dispersi. Sembra un bollettino di guerra, invece è la conta - amara - di una settimana di «fungo mania» sulle pendici del crinale appenninico. E il bollettino potrebbe essere ben più pesante, se a vegliare sui fungaioli non ci fossero gli angeli della stazione parmigiana del Soccorso Alpino, che in soli cinque giorni sono stati impegnati in sette interventi nel solo territorio provinciale. A cui, se vogliamo, si aggiungono altri due interventi - entrambi nel piacentino ed entrambi con un tragico epilogo - che hanno visto all’opera i tecnici del Soccorso Alpino Emilia Romagna. Tanti, troppi interventi. E così, se in queste prime giornate d’autunno, c’è chi torna a casa con lo zaino pieno di profumatissimi funghi, c’è anche chi si perde, come è capitato ad un uomo e una donna nella zona di Albareto e ad un uomo nel borgotarese, e chi si fa male, come la ragazzina che si è slogata una caviglia mentre era in gita scolastica a Lagdei o l’uomo che si è fratturato una gamba a Prato Spilla. E c’è purtroppo anche chi perde la vita, come l’80enne colto da malore mentre cercava funghi nei boschi di Albareto e il 63enne caduto in un canalone nella zona del passo del Lagastrello. Incidenti e disgrazie che potrebbero essere evitate, a volte, seguendo alcuni semplici consigli. Li riassume Gabriele Zoni, capostazione del Soccorso Alpino Monte Orsaro di Parma: «Il primo consiglio è di non spingersi mai oltre le proprie possibilità. Sarebbe sempre meglio, poi, non andare per boschi da soli. Nel caso ci si spostasse da soli, invece, è opportuno comunicare ad altri il luogo dove si è diretti». Oggi, però, a venire incontro ai fungaioli è anche la tecnologia. Scaricando una qualsiasi app di cartografia ed escursionismo (meglio ancora se dotata di Track Back) si può «marcare» il parcheggio dell’auto, o il luogo da dove si inizia l’escursione, oppure un punto noto.

Nel caso si perdesse l’orientamento - e nel bosco è tutt’altro che difficile - basterebbe tirare fuori dalla tasca il telefono ed il Gps indicherà la direzione da seguire per rientrare. C’è poi l’app GeoResQ, sviluppata in collaborazione con Soccorso Alpino e Cai - e gratuita per i soci Cai - che può aiutare gli escursionisti in modo semplice ed intuitivo a capire dove si trovano, oltre che a inviare la posizione ai soccorritori in caso di bisogno. Ci sono poi le raccomandazioni di sempre.

«Il vestiario è molto importante - sottolinea il capostazione -: abiti dai colori sgargianti, per essere notati meglio il caso di difficoltà, e scarponi con suona tacchettata, per aderire meglio al terreno. Purtroppo invece, troppo spesso, capita di incontrare nei boschi persone in tuta mimetica, scarpe da ginnastica o stivali in gomma». Inutile dire che se non ci si sente in piena forma bisognerebbe rimanere a casa. «In caso di difficoltà, comunque - conclude Zoni - non esitate a chiamare il 118: l’operatore di Centrale Operativa in pochi secondi predisporrà l’invio del mezzo più appropriato e veloce per il tipo di soccorso richiesto».

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