Sei in Archivio bozze

MEZZANI

Polemica sul Rems. I sindaci: «Troppe mancanze, chiudetelo»

04 ottobre 2018, 07:00

Polemica sul Rems. I sindaci: «Troppe mancanze, chiudetelo»

CRISTIAN CALESTANI

MEZZANI È stato ritrovato il 25enne modenese fuggito dalla Rems di Casale di Mezzani, la residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza dell’Ausl. È stato lui stesso a chiedere di poter essere riaccolto all’interno della struttura, una volta giunto al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Parma dove era stato trasportato dagli operatori del 118 dopo essersi sentito male in città.

Il giovane – con alcuni precedenti per reati contro il patrimonio e con problemi di tossicodipendenza – martedì mattina era riuscito a fuggire dalla struttura di Casale, dove era giunto lo scorso gennaio. Era salito su un autobus diretto a Parma dove, pur non conoscendo bene la città, era riuscito a entrare in possesso di droga. Poi, intorno alle 22, aveva accusato un malore in seguito al quale era stato soccorso dal personale del 118. Quindi dal Maggiore, dove è stato sorvegliato dai carabinieri della compagnia di Parma, è partita la chiamata alla Rems: «Venite a prendermi», ha detto al telefono agli operatori della struttura, ai quali ha dichiarato di voler riprendere il percorso di cura e riabilitazione.

Si è così concluso, positivamente, il quarto episodio di allontanamento dalla Rems. Tre i precedenti: il primo, nell’aprile del 2016, fu la fuga di un 29enne tunisino, di cui non si è più saputo nulla. Poi un altro caso nel maggio del 2016 e infine, lo scorso marzo, la fuga più clamorosa, quella di Solomon Nyantakyi, il giovane di origine ghanese che nel luglio 2017, in un appartamento di via San Leonardo a Parma, uccise la madre e la sorellina e che, dopo aver abbandonato la Rems, era stato ritrovato in stazione a Colorno.

Quattro fughe in tre anni hanno provocato la dura reazione dei sindaci del territorio Romeo Azzali di Mezzani e Nicola Cesari di Sorbolo. «Gli operatori della Rems – commenta Azzali – hanno trovato tutto il nostro appoggio e tutta la nostra condivisione per il difficile lavoro di cura che stanno portano avanti. Tuttavia sotto il profilo della sicurezza sono emerse delle mancanze notevoli. Si sono previsti accorgimenti per una maggiore sicurezza potenziando la videosorveglianza e innalzando le recinzioni, ma è evidente che non sono stati interventi sufficienti. A questo punto chiedo che vengano rispettati gli accordi che erano stati presi, ossia un utilizzo temporaneo sino al 2018 della struttura di Mezzani come Rems in attesa della sistemazione di quella che sarà la Rems definitiva a Reggio Emilia. I fatti hanno dimostrato che qui a Casale non sono garantite le condizioni di sicurezza necessarie. Capisco le difficoltà degli operatori, ma quello che c’era da fare in termini di accoglienza da parte della nostra comunità è stato fatto. Ora dobbiamo rispondere alle esigenze di maggior sicurezza dei nostri cittadini».

Ancor più diretto Cesari in un post su Facebook: «La struttura andrà chiusa, non appena sarà pronta la nuova Rems a Reggio, affinché gli accordi siano rispettati. Non è possibile che per palesi inadempienze nella gestione a rimetterci siano i cittadini di Mezzani e del circondario, compresi noi amministratori».

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal