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IN INGEGNERIA

Geometra del Comune si laurea a 60 anni

10 ottobre 2018, 07:00

Geometra del Comune si laurea a 60 anni

GIAN LUCA ZURLINI

Laurearsi in ingegneria a 60 anni e dopo quasi 40 di lavoro in Comune. A compiere questa piccola «impresa» è stato Gianfranco Dall'Asta, geometra (pardon, adesso ingegnere) che da 39 anni lavora all'ufficio Patrimonio del Comune di Parma, dove è entrato subito dopo l'assunzione, a luglio del 1979, e da cui non si è più mosso.

Benvoluto da tutti i colleghi, Dall'Asta è stato festeggiato per la sua laurea proprio in quegli uffici dove è considerato una preziosissima «memoria storica» e allo stesso tempo è ancora in piena attività.

UNA TESI SU PARMA

E' lui stesso a raccontare che «quando sono stato assunto ero iscritto al terzo anno di Ingegneria dopo essermi diplomato come geometra. All'epoca si doveva andare a Bologna dopo il primo biennio e con l'assunzione ho dovuto rallentare giocoforza il ritmo degli esami, che comunque ho continuato a sostenere fino a qualche anno fa». Ma la laurea sembrava il classico «sogno nel cassetto» quando, all'improvviso «mi è arrivata un paio d'anni fa una chiamata da Bologna dove, visto che mi mancava un solo esame, mi chiedevano se avevo intenzione di andare avanti oppure se dovevano procedere alla mia cancellazione d'ufficio. A quel punto ho deciso di arrivare alla laurea per soddisfazione personale, visto che ormai per il lavoro mi sarebbe servita a poco». Detto, fatto: e il «geometra» (oggi orgogliosamente ingegnere), decide di puntare su una tesi che potesse essere anche utile. «In pratica ho analizzato i piani urbanistici di Parma dal 1955 fino al 1998. E il periodo è spiegato dal fatto che del primo dopoguerra esisteva già un'altra ricerca analitica, mentre dalla giunta Ubaldi in poi non si può ancora fare un consuntivo storico».

LE «SCOPERTE»

E nella sua lunga e meticolosa ricerca («pensi che in pratica ho censito visivamente girando la città in bicicletta tutti gli edifici») Dall'Asta ha scoperto cose curiose: «Ad esempio, dal 1955 sino a metà anni Sessanta, non c'erano vincoli urbanistici sulle cubature: gli unici erano un'altezza massima di 21 metri, corrispondete a 7 piani e il divieto di fare case a un solo piano: si doveva arrivare a minimo due. In più c'era la distanza di 4 metri dai confini. L'evoluzione c'è stata poi con i Peep, che avevano l'idea di far socializzare le persone». Un cammino lungo poco più di 40 anni, quasi come quelli che gli sono serviti per arrivare a essere «dottore in ingegneria» ancora da dipendente di «un Comune che per me è stata ed è tuttora una seconda famiglia, lo scriva pure». Anche se confessa che «faticherò a realizzare di essere diventato ingegnere dopo tanti anni da geometra».

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