Sei in Archivio bozze

TEP

«Bus bruciati, indagheremo»

12 ottobre 2018, 07:00

«Bus bruciati, indagheremo»

Pierluigi Dallapina

I quattro roghi che hanno devastato altrettanti autobus, da aprile a pochi giorni fa, hanno destato parecchio allarme, anche perché la sequenza degli incendi ha subito un'accelerazione preoccupante proprio nell'ultima settimana, con due mezzi divorati dal fuoco tra sabato e lunedì.

Il presidente della Tep, Roberto Prada, invitato da Ferdinando De Maria, presidente della commissione consiliare Ambiente e Lavori pubblici, a riferire sulle cause degli incendi, ha cercato di tranquillizzare le centinaia di persone che ogni giorno salgono a bordo di un autobus.

«I rischi per le persone sono stati pressoché nulli, perché gli autobus sono progettati per non trasformarsi in un fiammifero», ha assicurato Prada, rivolgendosi ai componenti della commissione, riuniti ieri sera nella sala consiliare del municipio. Su questo punto ha fornito la sua rassicurazione anche il direttore tecnico della Tep, Luciano Spaggiari, ribadendo che «l'autobus è un mezzo ignifugo, per cui il fuoco si propaga con molta lentezza».

Le immagini delle carcasse dei bus restano comunque impressionanti, soprattutto se si pensa che le fiamme avrebbero potuto sviluppare tutta la loro intensità in momenti in cui i vari bus incendiati erano affollati.

Parlando dell'incendio che sabato all'alba ha distrutto un autobus a Vicofertile, Prada ha sottolineato la lentezza con cui si è propagato l'incendio. «Dal momento in cui ha visto uscire il fumo - ha spiegato - l'autista è riuscito a portare il mezzo in una zona isolata e ad avvertire i vigili del fuoco. In tutto saranno trascorsi dieci minuti».

Al di là delle tempistiche dell'incendio, l'apprensione per l'incolumità delle persone resta, ed è per questo che Prada ha assicurato che «le indagini da parte delle varie commissioni andranno avanti a 360 gradi». Nonostante alcune sfortunate coincidenze apparentemente inspiegabili, Tep al momento non ha presentato alcuna denuncia contro ignoti per presunti sabotaggi ai danni dei propri mezzi.

«Il caso più difficile da ricostruire riguarda il bus a metano andato a fuoco ad agosto, probabilmente per un pezzo di vetroresina entrato in contatto con la marmitta incandescente, in quanto la marmitta era stata verificata il giorno precedente all'incidente». Prada ha poi ammesso l'esistenza di perplessità anche sull'incendio di Vicofertile, in quanto «l'Iveco 491 era stato revisionato a settembre». Come se non bastasse, «non sembra che il motore e la marmitta, cioè i due apparati da cui sarebbe potuto partire l'incendio, siano stati i responsabili del rogo».

Per cercare prevenire nuovi incendi, tutti gli apparati elettrici dei mezzi simili a quello bruciato sabato mattina sono ora sottoposti ad ispezioni.

Stessa cura è riservata a quella tipologia di mezzi, i «Camnalè», uguali al bus bruciato lunedì in via Trento. «In quest'ultimo caso - ha spiegato Prada - ipotizziamo che l'incendio sia stato generato dal liquido, molto infiammabile, del servosterzo. Liquido che deve essere fuoriuscito da una tubazione e colato sulle parti calde del motore. Il mezzo in questione era stato revisionato il 29 agosto. Ora stiamo facendo controllare visivamente tutte le tubazioni».

Come si può notare dalla relazione del presidente, i mezzi bruciati, soprattutto in due casi, erano stati controllati pochissimo tempo prima di prendere fuoco, per cui le possibili cause dell'incendio restano ancor più fumose.

Parlando del primo autobus bruciato ad aprile a Riccò, Prada ha spiegato: «Un cuscinetto rovinato, nell'alternatore, ha generato scintille che hanno causato l'incidente. Ora stiamo verificando gli alternatori di tutti i 33 Iveco 491 in servizio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal