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ARTE

Certosa, chiesa aperta per le giornate Fai

12 ottobre 2018, 07:00

Certosa, chiesa aperta per le giornate Fai

Stefania Provinciali

La chiesa di Sancta Maria Schola Dei alla Certosa di Parma, piccolo ma poco conosciuto gioiello architettonico della città, dopo i lavori di messa in sicurezza, realizzati con il contributo di Fondazione Cariparma, per un importo di 150mila euro, entra nel programma d’apertura delle giornate Fai, domani e domenica.

«Questo nuovo intervento aggiunge un ennesimo tassello all’azione di Fondazione Cariparma nel recupero del patrimonio monumentale della città - dice il presidente Gino Gandolfi -. Negli anni la Fondazione è stata una presenza determinante nel preservare e restituire alla propria comunità storia e cultura, con importanti restauri che hanno reso Parma una città attrattiva, alimentando un volano turistico/economico».

La chiesa con il suo interno affrescato, splendido esempio di illusionismo barocco, dove nel primo Settecento lavorò su volte e cupola il pittore Alessandro Baratta, era divenuta inagibile nel 2012, quando il terremoto di gennaio aveva fatto cadere porzioni di intonaco affrescate, inducendo i vigili del fuoco a decretarne la pericolosità, confermata dalle successive scosse di maggio, che avevano generato ulteriori distacchi. L’allora direttrice della Certosa in gestione alla Scuola di polizia penitenziaria, Maria Nicoletta Toscani, si era rivolta a Fondazione Cariparma per chiedere un sostegno economico e al dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi per un supporto scientifico. Si decise così di stipulare una convenzione di ricerca, che ha coinvolto il gruppo di rilievo coordinato da Andrea Zerbi e il gruppo di restauro, coordinato da Eva Coïsson, per sostenere al meglio il Provveditorato Regionale per le opere penitenziarie, il cui ufficio tecnico si è fatto poi carico della progettazione dell’intervento. Dopo l’approvazione del progetto preliminare da parte della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio, è stato però necessario realizzare un complesso ponteggio interno che permettesse di esaminare da vicino le volte dei transetti nord e sud e soprattutto la cupola con la lanterna, zona più danneggiata dal sisma e ad un’altezza di 30 metri. Solo successivamente è stato possibile redigere il progetto esecutivo. I lavori, svolti sotto sorveglianza della Soprintendenza, sono stati affidati ad Esedra Restauri.

In poco più di tre mesi, da fine marzo a giugno, ogni centimetro quadrato di intonaco è stato verificato e consolidato ed è stato effettuato un intervento di consolidamento strutturale sulla muratura della lanterna. Approfittando del complesso ponteggio, sono poi state attuate anche operazioni di pulitura e reintegrazioni delle lacune esistenti nella lanterna mentre all’esterno, in sommità, essendosi rivelate in pessimo stato la croce e la banderuola segnavento, si è provveduto allo smontaggio ed al restauro. Entrambe sono poi state ricollocate nella posizione originaria.

«Nessun’altra scuola, nessuna struttura dell’amministrazione penitenziaria ha una simile bellezza» afferma Dario Aureli, direttore dell’Istituto, che ha aderito con soddisfazione all’apertura nelle giornate del Fai e che è impegnato a mantenere aperta al pubblico la «ritrovata» chiesa e l’intero complesso con il grande chiostro rinascimentale.

«E’ facile immaginare la Certosa come quella di Stendhal, il luogo in cui Fabrizio Del Dongo pochi giorni dopo la morte di Clelia e dopo essersi dimesso da ogni carica, si ritirò - aggiunge Giovanni Fracasso, responsabile della locale sezione Fai - Non sappiamo a quale monastero di monaci certosini si riferisse esattamente Stendhal ma crediamo che la Certosa meriti di essere visitata».

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