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TRIBUNALE

Condannato il rapinatore seriale delle sale slot

12 ottobre 2018, 07:03

Condannato il rapinatore seriale delle sale slot

Francesco Bandini

Per un paio di mesi, tra i primi di dicembre dell'anno scorso e il febbraio di quest'anno, era stato l'incubo dei gestori delle sale slot della città: sei le rapine che aveva messo a segno, alcune delle quali compiute più volte nello stesso posto nell'arco anche di pochissimi giorni. Ma in aprile la sua carriera di rapinatore seriale era stata stroncata dagli uomini della squadra mobile della questura, che incrociando immagini delle telecamere di sorveglianza e testimonianze, erano riusciti a incastrare un albanese di 24 anni residente a Parma, finito in carcere. Ieri l'uomo è comparso davanti al giudice per l'udienza preliminare Sara Micucci (pm Daniela Nunno), che al termine del rito abbreviato l'ha condannato per rapina aggravata, tentata rapina e porto d'armi: 5 anni e 4 mesi di reclusione la pena che gli è stata inflitta, oltre a una multa di 1.400 euro.

La serie di colpi inizia il 6 dicembre 2017, quando l'albanese – uno che le sale slot le frequentava anche da cliente, in quanto giocatore accanito, oltre che amante dell'alcol e della vita notturna – si presenta all'«Osacca lottery» di viale Osacca con il volto coperto da una sciarpa e punta una pistola in faccia al gestore («dammi tutti i soldi o ti sparo»), facendosi consegnare 1.090 euro contenuti nelle casse. Passano appena due giorni e l'8 dicembre il 24enne torna nello stesso posto, sempre con volto travisato, e di nuovo minaccia con una pistola un inserviente, dal quale riesce a farsi dare 750 euro.

Qualche giorno di «riposo» dopo la doppietta di viale Osacca e il rapinatore si sposta in via Trento, dove il 16 dicembre entra in azione all'«American slot»: qui, sempre coprendosi la faccia, minaccia il gestore con un grosso coltello e, dopo avergli sottratto 650 euro, se ne va pronunciando queste parole: «Non chiamare nessuno o ti ammazzo». Ma evidentemente la sala slot di viale Osacca, dove aveva compiuto la prima rapina, doveva essergli rimasta nel cuore, visto che il 23 dicembre decide di tornarci per la terza volta, anche qui con volto travisato e pistola in pugno. Se ne va con in tasca 1.170 euro.

Ma non poteva andargli sempre lisca: troppa spregiudicatezza. E infatti il 29 dicembre, quando torna all'«American slot» di via Trento (già visitato due settimane prima) e punta una pistola verso il dipendente, deve fare i conti con la sua reazione: non solo si rifiuta di consegnargli il denaro contenuto nelle casse, ma gli assesta anche un paio di spintoni, riuscendo a metterlo in fuga. Ma la rapina miseramente fallita non scoraggia l'albanese, che dopo aver lasciato passare un mese e mezzo, decide di rimettersi in pista e di puntare su un nuovo obiettivo: la sala scommesse «Gold bet» di via Spezia. Qui il 12 febbraio, come sempre a volto coperto, mette le mani addosso al dipendente, prendendolo per il bavero della giacca e facendosi consegnare 561 euro, il tutto sotto la minaccia di una roncola. Dopodiché si dà alla fuga. Ma quello sarà l'ultimo colpo che riuscirà a mettere a segno: gli uomini dell'anti-rapine, da tempo sulle sue tracce, riescono pochi giorni dopo a individuarlo e arrestarlo, facendolo finire in carcere. Dove, dopo la condanna di ieri, è destinato a rimanere per parecchio tempo.

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