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Solidarietà

Unitalsi, angeli al servizio dei disabili

12 ottobre 2018, 07:00

Unitalsi, angeli al servizio dei disabili

Vittorio Rotolo

A Parma i volontari di Unitalsi sono un punto di riferimento. Guide e compagni di avventura preziosi, nella quotidianità delle persone diversamente abili, così come di quelle affette da autismo, dalla sindrome di down o non vedenti.

È un'eccellenza, la locale sezione dell'Unione nazionale italiana trasporto ammalati che comprende oltre 250 volontari. In tempi davvero duri per i pellegrini, costretti ad affrontare – quando si muovono in treno - numerose peripezie, Unitalsi Parma ha saputo creare un valore aggiunto: integrando cioè l'originaria attività di accompagnamento a Lourdes con un servizio di assistenza giornaliera, a beneficio di un centinaio di uomini e donne alle prese con patologie fortemente invalidanti e che, da soli, sarebbero impossibilitati ad uscire di casa.

«Per i pellegrinaggi, già da alcuni anni, dalla nostra città ci spostiamo in treno solo in occasione del viaggio che affrontiamo nel mese di agosto» spiega Patrizia Lambruschi, presidente di Unitalsi Parma. «In uno degli ultimi, pensate, abbiamo impiegato circa 36 ore per arrivare a Lourdes: capite bene che i nostri ammalati non sono nelle condizioni di reggere simili tempi di percorrenza, con il treno che si ferma continuamente per dare precedenza alle altre linee».

Un tempo era solo l'Alta velocità, ma ora non più. «Per non parlare poi dei costi – rileva la Lambruschi - particolarmente esorbitanti. Specie quando non si riesce a riempire tutti i vagoni. Così, abbiamo pensato di rinunciare progressivamente al treno, privilegiando gli spostamenti a bordo di pullman di ultima generazione, che offrono particolari comfort anche per chi viaggia in carrozzina, oppure in aereo».

A Parma, dicevamo, Unitalsi è una presenza costante, nella vita delle persone meno fortunate. In primo luogo con «Arianna». «Si tratta di un servizio di accompagnamento che copre praticamente tutto l'arco della giornata, dalle 7 del mattino fino alla mezzanotte» spiega Enrica Mora, che coordina il progetto. «Aiutiamo queste persone ammalate negli spostamenti quotidiani, accompagnandole a scuola oppure al lavoro, ad una visita medica o a fare la spesa. E perché no, se è il caso pure al cinema o a teatro. Perché l'obiettivo è far sì che la persona disabile possa condurre un'esistenza normale».

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