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Nuova maturità

I presidi: «Contenti per l'eliminazione della terza prova». I prof: «Tempistica inadeguata»

13 ottobre 2018, 07:02

I presidi: «Contenti per l'eliminazione della terza prova». I prof: «Tempistica inadeguata»

MARA VAROLI

Il tema storico? C'è ancora. Nessuno lo ha eliminato: ha solo cambiato «posto». Nella circolare inviata il 4 ottobre dal Ministero è scritto nero su bianco che per la prima prova della nuova maturità ci saranno tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo, tema di attualità. E tra le tracce, la scelta potrebbe cadere anche sull'argomento storico. Per cui, allarme rientrato, così come conferma il preside del liceo Bertolucci Aluisi Tosolini: «Il tema storico è stato spostato in un'altra tipologia di elaborazione - spiega -. E come era proposto prima, veniva scelto dall'1 per cento degli studenti. Questa nuova maturità non è uno stravolgimento, ma una correzione: un aggiustamento in corso».

LA PROVA DI ITALIANO

Del nuovo esame di stato per ora si sa ben poco: entro gennaio uscirà il decreto ministeriale che stabilirà le modalità per lo svolgimento del colloquio. Per il resto, si aspettano i decreti ministeriali di metà ottobre. «Mi piace però sapere che riguardo alla prova di italiano - continua il preside del Bertolucci -, il ministro insiste sulla capacità del maturando di saper leggere e scrivere, che è parte fondamentale della dimensione di cittadinanza: sapere usare la lingua per esprimere e argomentare un proprio pensiero, capire un testo e dimostrare di essere capaci di riflessione è il vero obiettivo dell'esame. Che ha a che fare con la cittadinanza: di questo il Paese ne ha un forte bisogno». Anche Giorgio Piva, preside dell'istituto Rondani e dell'Ipsia «Primo Levi» approva la maturità 2019: «L'impostazione mi trova clamorosamente d'accordo - dice Piva -. A me pare che la prova di italiano è stata la meno modificata, ma che pur essendo stata modificata si tratta di una variazione guidata da indicazioni Miur. Inoltre, concordo in pieno con quanto detto da Tosolini: l'esame di stato deve valutare se lo studente è in grado di esprimere il proprio pensiero con una certa forma, anche perché fuori dalla scuola è questa la principale cosa che gli verrà chiesta». «Innanzitutto - anticipa la preside dell'Itis Leonardo da Vinci Elisabetta Botti -, è bene che ci sia la possibilità di affrontare l'argomento storico, che è la base del futuro di un buon cittadino: le scuole devono lavorare su quelle che sono le competenze di cittadinanza. E la lingua italiana va conosciuta. Sempre di più le aziende richiedono giovani che sappiano esporre il proprio pensiero in modo corretto. Non basta il concetto, la forma e il contenuto viaggiano di pari passo. La prima prova è fondamentale e trasversale e queste variazioni fanno pensare a una prova aggiornata».

LA SECONDA E LA TERZA PROVA

E la terza prova? «Sarà eliminata e questo è un sollievo, oltre che un affare - risponde Tosolini -: la terza prova era diventata una cozzaglia di domande su 4 materie scollegate tra loro. Al contrario, l'idea di tentare una dimensione integrata tra due discipline, così come è annunciato dal Ministero per la seconda prova della nuova maturità, mi sembra una scelta intelligente, addirittura con temi più vicini alla realtà e non con risoluzioni di problemi astratti. Un esempio? - prosegue - Al liceo musicale le materie del secondo scritto sono: Teoria, analisi e composizione e Tecnologie musicali. Se le due materie vengono integrate, la prova ha un'enorme valenza, anche perché oggi non esiste musica senza l'elaborazione digitale. Per cui, la proposta ha un senso. Inoltre, c'è una commissione che sta lavorando sui nuclei tematici delle discipline che saranno oggetto d'esame per ogni indirizzo di scuola». Il secondo scritto non sarà semplice, ma intanto si canta vittoria per l'eliminazione del terzo: «E' sempre stata la prova più criticata - aggiunge il preside Piva -: era un po' un compromesso e ogni commissione la preparava in piena libertà. Era troppo discrezionale e il margine di manovra della stessa commissione era esagerato. Al contrario mi piacciono molto le intenzioni sulla seconda prova, quelle di integrare più discipline: questo è un esame completo, così come sarà più completa la valutazione». «L'importante è che nella seconda prova si possa attestare la competenza della lingua straniera - ricorda la preside Botti -. Se nel 2025 l'obiettivo dell'Europa è quello della terza lingua straniera, la verifica scritta ci deve essere. Anche perché nella terza prova l'inglese era obbligatorio. Ma sono felice che questo terzo scritto sia stato eliminato: una prova troppo articolata. Per il secondo, il nostro ventaglio di indirizzo permetterà di individuare con facilità le discipline in oggetto. E il fatto di integrarle è prerogativa dell'insegnamento già da tempo».

IL CREDITO

Poi c'è la questione del credito: secondo una tabella che si basa sul voto di media, aumenteranno i crediti dell'ultimo triennio. E all'esame l'iter dello studente avrà un peso maggiore. «Una scelta positiva, perché l'esame è conclusivo di un percorso e il punteggio di un massimo di 40 crediti su cento è una buona valutazione per ponderare il cammino fatto dallo studente - commenta Tosolini -. Oltre al fatto che con l'introduzione di queste griglie di valutazione si cerca di uniformare i criteri di giudizio». «E' così - concorda Piva -. Le novità sul credito formativo da una parte valorizzano maggiormente il triennio e dall'altra riducono il pericoloso effetto emozione. Per cui, uno studente può permettersi di andare all'esame con ben 40 punti. E' un modo per limitare il comune fattore emotivo, che a volte può compromettere l'intero esito dell'esame. L'aumento dei crediti negli anni non va a svilire l'importanza della maturità, perché rimangono ancora 60 punti su cento e questo è significativo». «Gli insegnanti si sono sempre divisi tra due scuole di pensiero: - precisa la Botti - c'era chi pensava che l'esame fosse una prova di maturità e che quindi il ragazzo in quella circostanza dovesse giocarsi le proprie competenze; e c'era chi riteneva che l'alunno non potesse giocarsi in così pochi giorni quello che in realtà era un percorso che solo gli insegnanti del consiglio di classe riuscivano a conoscere profondamente. Nel corso della mia esperienza di presidente è sempre prevalsa in ogni commissione l'attenzione al percorso degli studenti, per cui l'aumento dei crediti è in linea con il pensiero prevalente».

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

E l'alternanza scuola-lavoro? Il ministro ha proposto di ridurre le ore: «Non è un mistero che l'alternanza ha incontrato molte difficoltà in alcuni territori - sostiene Tosolini - . Certo, se giocata bene, per lo studente e per la scuola rappresenta una ricchezza. L'alternanza scuola-lavoro deve essere contestualizzata in maniera costruttiva, diversamente non ha significato». «Sembra che all'orale l'alternanza scuola-lavoro non sarà più il tema da cui partire - conclude Piva -. Così come la prova Invalsi, è stata messa in stand by, in quanto non sono più argomenti obbligatori per affrontare l'esame». «Questa è per noi la nota dolente - confessa la preside Botti -. L'Itis già da prima praticava l'alternanza e la legge è stata uno stimolo per portarla a sistema. In questi anni abbiamo costruito con le aziende del territorio percorsi virtuosi: non abbiamo il problema di far fare agli studenti un'alternanza che non sia in linea con il profilo d'uscita e tante sono le storie delle aziende che hanno poi accolto in maniera permanente questi ragazzi. La notte di Leonardo è un modo per dare visibilità a queste imprese, che non mancano di dimostrare l'importanza della preparazione tecnica. Per cui, mi dispiace che le ore a disposizione siano ridotte, ma le buone pratiche continuano». Una nuova maturità promossa o bocciata? «Promossa - conclude Botti -, ma basta cambiamenti. Teniamo il buono che c'è».

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