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Traversetolo

Il paese piange Brenno Ferrari, storico barista

14 ottobre 2018, 07:00

Il paese piange Brenno Ferrari, storico barista

Bianca Maria Sarti

TRAVERSETOLO - Il paese piange la scomparsa, a 89 anni, di Brenno Ferrari, che per 36 anni ha gestito insieme alla figlia Antonella il bar Aurora, in piazza Vittorio Veneto. La passione con cui si è dedicato alla sua attività è stata ricambiata dalla folla di persone che al rosario e al funerale di ieri si è stretta con affetto intorno alla famiglia per salutare un'ultima volta Brenno.

Le sue origini, mai del tutto abbandonate, erano contadine: Ferrari era nato il 12 novembre del 1928 a Sasso di Neviano, da una famiglia di agricoltori; la mamma Margherita Bonzanini era originaria di Scurano, il padre Artemio Ferrari di Mozzano. Brenno aveva anche una sorella, Lina, che adorava, recentemente scomparsa. Insieme avevano vissuto a Sasso, poi si erano trasferiti a Cedogno, quando Ferrari era un ragazzo. Dopo la guerra si erano spostati a Guardasone dove Brenno aveva incontrato Duilla Pelizziari, che nel 1950 sarebbe diventata sua moglie. Dopo l'arrivo del primo figlio, Giuseppe, nel 1952, la famiglia si spostò da Case Cavalli alla località Buca di Guardasone, insieme ai genitori di Brenno. Nel ‘61, arrivò anche la seconda figlia, Antonella. Brenno aveva continuato a vivere di agricoltura fino al ‘70, quando decise, in società con altri parenti, di rilevare l'osteria locale, ristrutturarla, ampliarla e aprire il ristorante «La Guardiola». L'attività di ristoratori proseguì per 10 anni, poi nel 1980 la società si sciolse e a giugno Brenno decise di aprire un bar intestandolo alla figlia Antonella, neodiplomata.

Il bar, in cui lavoravano insieme lui e la figlia, era a Parma, in borgo Antini, ma presto la nostalgia del paese si fece sentire, così all'inizio del 1982 decisero di rilevare, dopo un periodo di chiusura, l'ex circolo parrocchiale, trasformandolo nel Bar Aurora, un esercizio a tutti gli effetti. La sua era una presenza costante, i suoi modi gioviali e allegri: intere generazioni hanno frequentato il bar «dal Brenno». Oltre alla sua attività c'erano le altre passioni: era un grande tifoso dell'Inter, un ottimo ballerino di liscio e rimase contadino fino all'ultimo, senza mai trascurare la sua vigna.

«Fino a due anni fa, nonostante l'età, ha continuato a darmi una mano al bar – racconta la figlia Antonella –. In famiglia ha vissuto circondato da tanto affetto, adorava i nipoti Marco e Paolo. Al bar era buono e disponibile con tutti. Al rosario ci siamo commossi nel vedere quanta gente lo ricorderà con affetto, specie tra le generazioni di 40-50enni che hanno trascorso l'adolescenza al bar e non lo hanno mai dimenticato».

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