Sei in Archivio bozze

FORNOVO

Monte Ardone, via libera alla riapertura della discarica

14 ottobre 2018, 07:00

Monte Ardone, via libera alla riapertura della discarica

FORNOVO - Nessun impedimento alla riapertura di Monte Ardone. Sottoscritta nei giorni scorsi la convenzione tra il Comune e il gestore Palladio Team. C'è l' accordo che stabilisce i rapporti giuridici, economici e tecnici tra le due parti in merito alla viabilità, ai controlli e agli indennizzi: l'ulteriore passaggio per poter dare il via alla riapertura-completamento dell'impianto.

A riportare la discarica al centro di un acceso dibattito in consiglio comunale, ad accordo avvenuto, l'interrogazione del gruppo di minoranza Fornovo Insieme, inoltrata nei mesi scorsi, a seguito del parere positivo al completamento dell'invaso dell'Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione civile. Tre i temi affrontati dall'interrogazione: la posizione dell'amministrazione comunale in merito alla mozione sottoscritta insieme ad altri comuni contro l'ampliamento, quali iniziative verrebbero adottate per garantire ai cittadini la sicurezza della struttura, anche sanitaria, e quali interventi e risorse l'amministrazione intende mettere a disposizione per la sorveglianza e il monitoraggio periodico della stabilità della discarica.

Sostanzialmente è stato risposto che la mozione, così come presentata, era formalmente scorretta in quanto le istanze contenute erano di carattere tecnico-ambientale, funzione in capo alla Regione e non ai comuni. Cosi come la funzione di controllo e monitoraggio spetterà, per gli stessi motivi, all'agenzia regionale. Inoltre, è stato sottolineato come la richiesta di completamento da parte del gestore Palladio, fino al raggiungimento della morfologia finale dell'invaso con una quantità di rifiuti in peso conferibili pari a 90/95mila tonnellate, in aggiunta alle 300mila già collocate, permetterebbe di garantire le condizioni previste dal progetto originario: realizzare un capping adeguato, secondo la normativa, recuperare il sito dal punto di vista paesaggistico, impossibile nelle attuali condizioni, e garantire una idonea gestione post esercizio del sito. Motivazioni, nell'insieme, di livello tecnico. Secondo la capogruppo di minoranza Silvia Iasoni, «come in altre occasioni amministrazione ha ricondotto il tutto a una mera questione tecnica; verrebbe da dire - ha sottolineato Iasoni - che se non sono un geologo, un architetto o un ingegnere qualsiasi intervento da parte mia sarebbe superfluo. Se fosse comunque tutto ridotto a una questione tecnica perché non convocare il consiglio e comunicare fin da subito che è la Regione a decidere di aprire i cancelli di un impianto privato? Il ruolo dell'amministrazione dovrebbe essere almeno quello di pretendere i controlli e dare comunicazioni efficaci e trasparenti».

Per quanto riguarda il tema politico, il sindaco Emanuela Grenti ha ribadito come quanto già detto in passato: «Forse quello di Monte Ardone è il sito meno idoneo per costruire un impianto ma la discarica c'è, dal 1996, e non è stata fatta da noi: l'impatto ambientale c'è già stato e oggi Monte Ardone è un problema da gestire. Gli aspetti sismici e geologici hanno avuto approfondimenti tali da garantire la sicurezza».

«Quando si parla di Monte Ardone - ha detto a riguardo la Iasoni - vengono continuamente tirate a mano le passate amministrazioni, per ribadire che è stata autorizzata anni fa da altri. Ed è certamente vero che qualcuno l'ha voluta, sostenuta, giustificata, difesa sempre e pubblicamente, assumendo e responsabilità e rischi di questa scelta. Stasera, invece, ci si nasconde dietro un dito. Ci sono ombre in questa vicenda che abbiamo raccolto in una serie di quesiti che pregherei di inoltrare al consiglio comunale e di dare risposte. Visto che c'è già una convenzione. Probabilmente avrete già verificato ogni dubbio e garanzia». Anche il consigliere di minoranza Belli è intervenuto: «Questa è la dimostrazione che l'amministrazione è stata inerte, non presente ai tavoli decisionali, senza rapporti costanti - ha detto Belli - a prescindere dalle responsabilità, con un ruolo passivo. Qui prendiamo atto del fatto che c'è stata la volontà precisa di aver lasciato correre senza pensare a come poter incidere».

La mancanza di trasparenza e di comunicazioni in merito alla questione sono stati altri temi sollevati dalla minoranza. Decisa a riguardo la risposta del sindaco Grenti «Rigetto queste considerazioni al mittente: la trasparenza occorreva quando si doveva ancora fare la discarica, allora si doveva chiedere ai cittadini se volevano o no costruire un impianto per rifiuti. Abbiamo ricevuto in eredità una pratica mal gestita. Ora la discarica c'è e non interessa più a nessuno. Nessun cittadino mi ha mai rappresentato preoccupazioni sotto l'aspetto sanitario o della sicurezza. Ho sempre detto che avrei fatto volentieri a meno delle royalties ma credo che oggi i cittadini preferiscano avere le strade asfaltate». Do.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal