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Via Spezia

La storica Salumeria Zannoni ha chiuso: ha preparato pacchi natalizi per tutto il mondo

15 ottobre 2018, 07:01

La storica Salumeria Zannoni ha chiuso: ha preparato pacchi natalizi per tutto il mondo

Mara Varoli

«Pronto? Gazzetta? Volevo sapere se si potevano scrivere due righe per ringraziare tutta la mia clientela per l'affetto che ha dimostrato nei nostri confronti». La telefonata arriva di prima mattina. E Claudio Zannoni la fa con il cuore in gola: dopo 48 anni, la salumeria di via Spezia al 33 ha abbassato per sempre le saracinesche. Con grande dispiacere suo e dei buongustai della tavola parmigiana.

Una tappa fissa per il pranzo della domenica e delle feste comandate. Gli arrosti pasquali, gli anolini, il salmone tagliato a mano, l'anguilla o i pesciolini della Vigilia e quei pacchi natalizi che occupavano metà del negozio, colmi di specialità personalizzate. Che venivano spedite anche oltre confine.

La storia di Claudio Zannoni e dell'inseparabile moglie Liliana inizia nel 1970, quando le porte della salumeria di via Spezia si sono aperte per la prima volta. E da subito è stato un successo. D'altronde, Claudio il mestiere lo conosceva. Nato a Cervara di Golese il 22 dicembre 1944 e dopo una prima media al Giordani sullo Stradone, il 4 ottobre del 1958 Zannoni è andato a lavorare come garzone nella bottega della cooperativa dei ferrovieri, che in Stazione aveva un bar e un alimentari. Poi, nel 1962 è diventato con orgoglio commesso e salumiere alla Farini, davanti a Sant'Uldarico: «Una sera nella balera di Basilicagoiano ho incontrato Liliana - racconta Claudio -. Con il permesso di sua madre abbiamo fatto il primo ballo e una domenica del 1966 don Mario Rosati ci ha sposati, nella chiesa di Antognano, vicino a Gaione. Con il benestare di monsignor Grisenti: sì, perché allora non ci si poteva sposare di domenica».

Il papà di Claudio, Edmondo ex casaro, aveva un magazzino di vini vicino a barriera Bixio: «E' stato lui a trovare il negozio di via Spezia - continua Zannoni - dietro il quale c'era anche l'appartamento per me e Liliana». Due figli, Alessandro e Andrea, e una passione per i salumi e la buona tavola che ha fatto conoscere la ditta Zannoni in tutto il mondo: un negozio di quartiere capace di grandi imprese. Tant'è che per il bancone, Claudio e Liliana hanno nel tempo messo «in caldo» ben 970 ricette: di tradizione e non, dal vitello tonnato al roast beef, dalla pasta fresca all'insalata russa, fino ai tortelli. Come quella volta che per un San Giovanni nella chiesa di via Isola ne avevano preparati 10 mila. Ma anche cotechino, zampone, verdure e puré: «Bastava che un cliente ci chiedesse un piatto e se noi non ce l'avevamo - ricorda Claudio - lo preparavamo». Eppoi le torte: al limone, la cioccolatina e la torta di Scurano, con marmellata di albicocche e pasta con le mandorle. Ricette che hanno conquistato la gente del Molinetto, i parmigiani di altri quartieri o della provincia e tante aziende: catering per cerimonie, convention e pranzi di rappresentanza. E le tante fiere, in giro per il mondo: «Le potevo fare perché sapevo che in negozio c'era Liliana - confessa Claudio -. E per me è sempre stata una sicurezza».

Una «regina» del bancone, con quel sorriso e l'espressione da eterna bambina, che però conosceva bene i gusti, le abitudini e le preferenze di chi bussava alla porta di via Spezia 33. La ricerca della qualità, soprattutto nel Parmigiano reggiano e nei salumi ricchi e poveri, per la ditta Zannoni è stata un trampolino e una costante. E la fama vien da sé: «Oltre alle fiere, siamo stati anche all'ambasciata italiana a Londra - racconta ancora Claudio -. Alla fine l'ambasciatore ci ha mandato un ringraziamento scritto, che abbiamo incorniciato. Chiaramente, sulla tavola inglese avevo portato una forma di Parmigiano, Prosciutto e salame». Ambasciatori, imprenditori, politici e volti internazionali, che a Natale aspettavano il pacco della Salumeria Zannoni. Pacchi che sono sempre stati un punto di forza della gastronomia: «Li preparavamo per arrivare in ogni regione e in ogni Paese», assicura il salumiere in pensione. Tra i tanti personaggi che Claudio ha servito, «c'è il direttore d'orchestra Zubin Mehta - dice - con il quale si è instaurato un rapporto di amicizia e stima, dopo che un lunedì mattina io e Liliana siamo partiti da Parma per tagliare una forma di Parmigiano nella sua casa in Toscana». E ora che il camice bianco è stirato nel cassetto, i ricordi sono troppi per essere raccolti in quelle che dovevano essere «poche righe», oltre alla commozione di aver chiuso bottega. Il negozio avrà nuova vita, ma rimarranno nella memoria i «buona domenica» di Claudio e Liliana e quella vetrina che ha contribuito non poco al Natale dei parmigiani e al buon nome della città nel mondo.

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