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ALLARME DROGA

Aumentati del 20% i parmigiani che chiedono di essere curati

17 ottobre 2018, 07:03

Aumentati del 20% i parmigiani che chiedono di essere curati

Luca Molinari

E' allarme per l'abuso di droghe e farmaci. A Parma lo scorso anno sono aumentate di circa il venti per cento (19,6%) le persone seguite nei Serdp, i Servizi per le dipendenze dell'Ausl, per questo tipo di problematiche. Sono 189 i nuovi utenti in trattamento, a cui vanno sommati a quelli già in carico, per un totale di oltre 1300 persone (1925 se si contano anche quelli seguiti per problemi legati all'alcol e al gioco), con un età media di 39 anni. I giovani rappresentano una percentuale in forte crescita: nella fascia tra i 18 e i 30 anni si è infatti passati dai 265 utenti in trattamento per problemi di droga del 2016, ai 301 del 2017.

La classe d'età maggiormente rappresentata - anche se sostanzialmente stabile - è invece quella tra i 41 e i 50 anni (si è passati dai 409 del 2016 ai 412 del 2017). A fare i conti con l'abuso droghe o farmaci sono soprattutto i maschi. Le femmine rappresentano soltanto il 16,5% del totale, con un rapporto di 1 donna ogni 5,1 uomini (6,3 il dato nazionale). Per quanto riguarda il tipo di sostanze maggiormente utilizzate, il primo posto è occupato dagli oppiacei (nel 71% dei casi). In crescita l'abuso di cocaina che si attesta al 19%, contro il 17% del 2016. Tra i nuovi utenti che hanno bussato alla porta dei Serdp ci sono soprattutto persone che fanno uso di cocaina, pari al 37%; il 34% si è rivolto al servizio per dipendenza da oppiacei e il 28% da cannabinoidi.

Per Maria Antonioni, direttrice del Serdp, si tratta di una vera e propria emergenza mondiale, che tocca pesantemente anche Parma. «Il problema dell'abuso di droghe e farmaci – spiega – non riguarda solo Parma, ma tutto il nostro Paese, l'Europa e il Globo. E' però del tutto evidente che nella nostra città circolano molte sostanze stupefacenti».

Tra le cause del problema c'è il grande malessere dei giovani. «Il disagio giovanile – sottolinea Maria Antonioni – è sempre più spesso accompagnato dall'uso di sostanze. Tra i ragazzi registriamo una grande sofferenza, che sfocia in un sempre più elevato ricorso a droga e alcol. Al momento i ragazzi, soprattutto i giovanissimi, sono ancora un numero ridotto rispetto al totale degli utenti che trattiamo, ma sono in aumento».

Crescono anche le donne tossicodipendenti. «Sono una minoranza rispetto al totale – precisa – ma sono in forte aumento tra i giovani. In determinate fasce d'età il numero di ragazze con problemi di droga sta equiparando quello dei maschi. Si tratta di una problematica nuova, da affrontare con grande competenza. Avere una donna sulla strada con problemi di dipendenze è molto diverso rispetto a un uomo».

Cambiano anche le sostanze utilizzate, oggi numerosissime. «Fino a una decina di anni fa – racconta Maria Antonioni – la maggior parte degli accessi riguardava gli eroinomani, ora invece è in costante crescita il numero di pazienti con problemi legati all'uso della cocaina o di più sostanze».

«Oggi le sostanze psicoattive che circolano – continua – sono almeno ottocento, tra sintetiche e naturali, ma i nostri test urinari ne recepiscono soltanto 4 o 5 categorie». Una delle nuove sostanze più pericolose è la cannabis sintetica. «E' potentissima e ha effetti simili alla cocaina – osserva Maria Antonioni – tanto che ci sono stati diversi casi di overdose».

In crescita anche l'abuso di antidolorifici oppiacei. «E' in crescita l'uso dell'ossicodone – aggiunge – un antidolorifico della famiglia della morfina. Si tratta di un farmaco utilissimo per la terapia del dolore, ma usato impropriamente può dare dipendenza al pari dell'eroina. Difficili da eliminare anche le dipendenze per abuso da farmaci come Tavor, Ritrovil e Lexotan».

Chi si rivolge ai servizi del Serdp lo fa per svariate ragioni. «Alcuni arrivano dopo aver commesso infrazioni e aver ricevuto sanzioni amministrative – dichiara Maria Antonioni – altri invece perché raggiungono la consapevolezza che la propria vita non è più degna di essere vissuta senza curare la propria dipendenza».

«Il messaggio che deve passare – conclude – soprattutto tra i giovani, è che tutto ciò che è nocivo per il mio cervello va evitato come la peste. E tutte le droghe fanno male al cervello dei nostri ragazzi».

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