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TRIBUNALE

Picchia il figlio sotto casa, ma un passante lo denuncia: condannato a 3 mesi

17 ottobre 2018, 07:01

Picchia il figlio sotto casa, ma un passante lo denuncia: condannato a 3 mesi

«Ma è mio figlio, e faccio come voglio». Si era giustificato così, quando un passante gli aveva detto con forza che i bambini non si picchiano. L'aveva visto colpire il figlio di 8 anni con un archetto in legno e - soprattutto - aveva sentito il piccolo urlare per il dolore. Impossibile girare lo sguardo altrove per quel 60enne parmigiano che, in compagnia della figlia, stava passeggiando nella piazza centrale di un paese della provincia. Una reazione immediata che qualche giorno dopo si era trasformata in una denuncia da parte della polizia municipale nei confronti di quel padre dai modi violenti: l'uomo, 39 anni, origini ghanesi, è stato condannato dal giudice Luca Agostini a 3 mesi e 10 giorni per abuso dei mezzi di correzione (pm Lino Vicini). La scelta del rito abbreviato gli ha consentito di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.

Sono passati tre anni da quel giorno d'autunno. E nel frattempo il padre è finito dietro alle sbarre per un'accusa ben più grave. Ma ogni istante di quella scena è rimasto nella memoria del 60enne. Ricorda ancora il gruppetto di persone che quel pomeriggio d'ottobre discutevano animatamente sotto al portone di casa, a pochi passi dal municipio. L'uomo riconosce la donna e i suoi tre figli, mentre non sa chi siano l'anziano e l'altra persona di colore che sono lì con loro. Ma è proprio la persona di colore a richiamare immediatamente la sua attenzione: lo vede avvicinarsi a uno dei bambini, prendere l'archetto in legno che tiene in mano e colpire con quello stesso giochino in bambù la gamba del piccolo.

Il bambino urla, si piega su se stesso e cade a terra tenendosi la gamba. Ma il lamento continua: ha dolore, e basterebbe guardare l'espressione sul volto, al di là delle grida. A quel punto il 6oenne si sente in dovere di intervenire. «Non si possono colpire i bambini in quel modo», dice con decisione all'uomo di colore. Che, però, non ha alcuna intenzione di calmarsi. Anzi, pare piuttosto alterato, e rivendica quel gesto, chiarendo che con i suoi figli sa lui come comportarsi. I toni si alzano, tanto che dal vicino comando della polizia municipale escono il comandante e un altro vigile. Sono loro a raccogliere le prime parole del 60enne e della figlia. Che verranno risentiti anche nei giorni successivi. Quando poi partirà la denuncia nei confronti del padre ghanese. r.c.

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