Sei in Archivio bozze

Tribunale

Processo Federitalia, la parola ai difensori

20 ottobre 2018, 07:00

Processo Federitalia, la parola ai difensori

ROBERTO LONGONI

Vecchie Rolls Royce da confiscare, ma finite chissà dove e per questo mai recuperate. Appartamenti andati all'asta, ma mai davvero acquistati da qualcuno. Anche questo è andato in scena nell'udienza di ieri nel processo a Wally Bonvicini e agli altri cinque accusati con lei di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e di mancata esecuzione dolosa dei provvedimenti del giudice, in Italia e all'estero. La solita partecipazione di pubblico (anche di chi non c'entra nulla), ma la scena è stata per la prima volta monopolizzata dalle difese, impegnate a porre domande al maresciallo della Guardia di finanza, unico testimone dell'accusa. Sei ore al netto della pausa pranzo non sono bastate: il sottufficiale dovrà essere ancora sottoposto al controesame di due legali che non ne hanno avuto il tempo.

I difensori, a fine giornata, non nascondevano una certa soddisfazione. Tanto che l'udienza ha avuto una sorta di colpo di coda, quando Matteo Sanzani ha chiesto la revoca o quantomeno l'attenuazione della misura cautelare a cui è sottoposta Wally Bonvicini, ai domiciliari da un mese, dopo un anno abbondante nel carcere femminile di Modena. Il legale bolognese ha avanzato la richiesta sottolineando un «anche alla luce del controesame di oggi», dopo che anche Paolo Maini e Carlo Pavan avevano chiesto la revoca dell'obbligo di firma per i loro assistiti, rispettivamente Barbara Oleari e Sante Scian. Richieste accolte dalla ferma opposizione del pm Emanuela Podda. Nelle prossime ore, si conoscerà il parere del collegio presieduto dal giudice Gennaro Mastroberardino.

Diverse, ed è normale che fosse così, le strategie degli avvocati. Gaetano Laghi, del foro di Napoli, titolare con Sanzani della difesa di Wally Bonvicini da giugno, ha concentrato il controesame su uno degli aspetti centrali della vicenda, ossia sul ruolo dei trust avviati dall'ex presidente dell'associazione antiusura Federitalia. «Speriamo - dirà a fine udienza l'avvocato - che con l'udienza di oggi il tribunale si renda conto che la signora Bonvicini non è quel “criminale” che si è voluto dipingere. Abbiamo piena fiducia nella magistratura giudicante».

Stando alle risposte del testimone, non sembra che i 55 trust abbiano avuto grande efficacia nell'impedire procedure esecutive. Le difficoltà (oltre a quelle di far recapitare le notifiche a chi di dovere), semmai sarebbero state legate, nel caso di una fantomatica Rolls Royce del 1988, non a intralci truffaldini, ma alla scomparsa fisica della vettura. Tra i beni da sequestrare all'imprenditrice di Cadelbosco Sopra, anche un appartamento in via Paradigna, pignorato da una banca nel settembre del 2012. Pare che sia andato all'asta, ma che l'acquisto sia saltato perché chi s'era aggiudicato l'alloggio alla fine non aveva il denaro necessario per completare l'acquisto.

Davide Biondi, del foro di Firenze, ha sottolineato come il suo assistito, l'aretino Sauro Terzuoli, sia «del tutto estraneo alla sottrazione di beni all'esecuzione, perché quegli immobili non erano intestati a lui, ma al babbo Francesco». Il controesame dell'avvocato padovano Carlo Canal, difensore di Scian, si è invece basato su aspetti cronologici: sembra infatti che le società che risultavano del suo assistito ai tempi dell'inchiesta in realtà non fossero più sue da anni. Tutte tese a smontare l'accusa di associazione a delinquere, invece, le domande (molte delle quali sulle intercettazioni telefoniche) di Maria La Nave, titolare della difesa di Giuseppe Antoniazzi.

Ora, all'orizzonte si profilano gli esami di Terzuoli chiesto da Biondi, di Filippo Antoniazzi, fratello di Giuseppe, chiesto da La Nave e dello stesso imputato chiesto dal pm Podda. Anche Wally Bonvicini vorrebbe parlare, ma dovrà limitarsi a rendere spontanee dichiarazioni, visto che i suoi precedenti avvocati non avevano previsto questo passaggio nella loro strategia difensiva. Prossima udienza, il 2 novembre. «Il giorno dei morti» ha fatto notare qualcuno. Sì, ma di una vicenda che sta sempre più entrando nel vivo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal