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Langhirano

Oltre 11 milioni di euro spesi in slot machine

La testimonianza: «Ho perso tutto, ho pensato di farla finita»

21 ottobre 2018, 07:00

Oltre 11 milioni di euro spesi in slot machine

Enrico Gotti

A Langhirano, in un anno, il 2016, sono stati giocati 11 milioni di euro nelle slot machines. 11milioni e 180mila euro, per la precisione, che divisi per 10.372 abitanti, fanno una media di 1.077 euro giocati a persona. È il dato eclatante presentato durante la tavola rotonda «Ludopatia. Quando il gioco diventa un problema», organizzata dal Lions Club Langhirano Tre Valli, giovedì nel centro culturale di via Cesare Battisti.

«E' una cifra enorme, e questa cifra non comprende i gratta e vinci, le scommesse sportive e le lotterie. - ha presentato i dati la dottoressa Enrica Lami, assistente sociale della Casa della Salute di Langhirano - nel 2016 c’è stato l’aumento del 19,1% di giocate complessive rispetto all’anno precedente. In paese ci sono 104 slot machines, di cui solo 8 videolottery. La dipendenza da gioco d’azzardo è un problema grave, perché il giocatore non perde solo denaro, ma relazioni, amicizie, autostima, in una parola perde se stesso». Durante la serata hanno parlato rappresentanti del gruppo di giocatori anonimi, che hanno portato la loro esperienza, dalla crisi di aver perso tutto al riprendere in mano la propria vita.

L’incontro ha avuto il patrocinio del Comune di Langhirano, con la collaborazione della Casa della Salute di Langhirano e del distretto Sud Est del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna e il contributo di Valparma Hospital.

«Abbiamo voluto sensibilizzare la popolazione su questo tema – ha detto Mauro Delsante - presidente del Lions Club Langhirano Tre Valli che ha promosso la tavola rotonda - in Italia un uomo su due gioca, una donna su tre gioca, 700mila minori giocano, anche se non si può».

«Questo è un tema molto importante, che coinvolge tante persone, parliamo di investimenti milionari» ha aggiunto il sindaco Giordano Bricoli. Lucia Giustina, psicologa dell’Azienda USL Parma, ha fatto il punto sulla ludopatia: «Gli accessi ai servizi che si occupano di dipendenze sono aumentati in modo esponenziale. Il gioco d’azzardo è sempre esistito, ma negli ultimi anni è diventato un’industria. Bastano pochi mesi per sviluppare una dipendenza da slot machine».

Non tutti i giocatori sviluppano una dipendenza. «Il 40% sono giocatori occasionali – ha detto Rosaria Giannelli, psichiatra della Casa Salute di Langhirano – i giocatori con problemi rappresentano una percentuale che va dall’1 al 3,8% della popolazione». Cosa fare se ci si trova in difficoltà? Il consiglio degli esperti è di chiedere aiuto al Servizio dipendenze, perché la ludopatia si può curare. A Parma, ma anche a Langhirano, dove c’è uno sportello nella casa della salute, al quale ci si può rivolgere.

La testimonianza: «Ho perso tutto, ho pensato di farla finita»

«Ero militare dell’aeronautica. Purtroppo mi sono imbattuto in questa catacombe. Ho cominciato a giocare nel 2000. Ho iniziato con un gettone. Ho perso tanto. Nel giro di qualche mese non avevo più niente. Ho pensato la cosa più brutta del mondo, di farla finita. È successo che è intervenuta mia figlia, mi ha parlato, mi ha abbracciato, mi ha convinto ad andare al Sert. Io mi vergognavo. È iniziato un percorso importante».

È il racconto di un ex giocatore compulsivo, un rappresentante del gruppo di giocatori anomini. La sua testimonianza è stata una parte importante della tavola rotonda ” Ludopatia. Quando il gioco diventa un problema” nel centro culturale di Langhirano-«Sono quasi 6 anni che non gioco. Ma i brutti pensieri sono in agguato. Tutti i giorni combatto. - ha aggiunto l’ex giocatore compulsivo, spiegando l’importanza del servizio dipendenze di Parma e del gruppo di giocatori anonimi, che si è costituito da due anni, e che aiuta chi è “drogato” di gioco d’azzardo. «Il gioco è tornare a casa e non aver la forza di guardare in faccia moglie e figli – ha detto un altro rappresentante del gruppo, durante la serata – il gioco è qualcosa che non ti fa più guardare allo specchio. Ti fa perdere la voglia di vivere, io ho perso tanto, vengo da un tentato suicidio, non vedevo via di uscita. È la prima volta che ne parlo. Sono stato trovato e fermato da mio fratello. Da quel giorno è iniziato il percorso al Sert. Sono 15 mesi che non gioco più. Ho capito che da questo marciume si può uscire. Ho capito che da solo uno non può farcela, ha bisogno di aiuto».

e.g.

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