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VIA EMILIA EST

Giovane colpito da infarto salvato da un passante

22 ottobre 2018, 08:02

Giovane colpito da infarto salvato da un passante

MARTINA ALFIERI

Danilo Rabaglia nella vita è un consulente informatico e un insegnante di educazione fisica.

Giovedì sera era uscito per comprare il kebab sulla via Emilia, all'altezza del capolinea del bus 3, da portare ai figli per cena.

«Erano circa le otto - racconta - Uscendo, ho notato un capannello di gente attorno a un uomo a terra. Mi sono precipitato, li ho scansati».

Si è accorto che nessuno, tranne lui, era in grado di prestare il primo soccorso, e che l'uomo era in arresto cardiaco.

«Ho iniziato subito a fare il messaggio cardiaco. Dopo un minuto e mezzo o due l'uomo si è ripreso, ha esclamato “ahi!”». In quel momento è arrivata l'ambulanza.

«Gli ho dato un buffetto e gli ho fatto con la mano il pollice in su, per dirgli “sei vivo”», ricorda Rabaglia.

I barellieri hanno chiesto cosa fosse successo: «Ho spiegato che l'uomo era in arresto cardiaco e che avevo fatto quello che mi avevano insegnato».

La maggior parte delle persone non avrebbe avuto la minima idea di come agire in quella situazione, ma il caso ha voluto ci fosse Danilo, che è l'incaricato al pronto soccorso nell'azienda per cui lavora.

Le pratiche che si è trovato a eseguire giovedì sera le aveva provate più volte sui manichini e anche di recente aveva dovuto seguire un corso di aggiornamento.

Questa volta era diverso, non era una simulazione, aveva tra le mani la vita di qualcuno: «Dal vero, una rianimazione cardiopolmonare così non l'avevo mai fatta – dice – Non so neanche io come ho fatto. Sono piombato lì e ho allontanato chi stava facendo manovre sbagliate e mi sono preoccupato di questo ragazzo, poco più che trentenne. Ho temuto di aver fatto troppa pressione, di avergli rotto delle costole».

È stato sollievo, dice, sapere di aver eseguito la manovra nel miglior modo possibile.

Confessa Danilo di essere stato lui stesso vittima più volte di incidenti gravi e di aver fatto esperienza del coma. Forse è stato quello a far scattare la molla, l'adrenalina, spingendolo a intervenire e impedendo così la tragedia. «Ho solo fatto quello che bisognava fare», dice oggi.

Non la pensano allo stesso modo le decine di persone che da quel giorno gli inviano messaggi di complimenti e gratitudine.

Il sindaco Federico Pizzarotti ha voluto scrivergli: «Bravo Danilo, buon senso civico e competenza».

Danilo ha poi ricevuto il messaggio di gratitudine più atteso e prezioso, quello del ragazzo che ha salvato: «Ha detto non vede l'ora di incontrarmi, ringraziarmi e offrirmi da bere. Anche sua madre mi ha detto: “Sei un angelo”».

Danilo ha voluto condividere questo episodio a lieto fine - una «breve storia bella» - sul suo profilo Facebook: «Ora quell'uomo ha un angelo custode in più, ed io sono molto contento dei corsi di pronto soccorso che ho fatto», dice.

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