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SERIE A

Il Parma tiene. Ma solo per 80'

22 ottobre 2018, 08:00

Il Parma tiene. Ma solo per 80'

PAOLO GROSSI

Ha vinto la squadra più forte, senza rubare nulla. Lazio e Parma giocano nello stesso campionato solo sulla carta. I biancocelesti, assieme ad altre 4 o 5 squadre fanno la A1, le altre la A2. Poi può succedere, come contro l'Inter, di battere un club di livello superiore, ma sono mosche bianche.

Il gap più evidente tra le due squadre in campo ieri è stato sul piano fisico. Poi c'è ovviamente l'aspetto tecnico: la Lazio ha perso per un soffio la Champions, aveva in panchina elementi che sarebbero titolari in tantissime altre formazioni italiane e europee. E proprio la panchina, se vogliamo, ieri ha fatto la differenza. Quando i titolari di un Parma ancora una volta impoverito dagli infortuni e da un Inglese in condizioni imperfette sono andati in riserva, chi è entrato non ha portato benefici.

LA STRATEGIA

Lazio e Parma avevano lo stesso progetto: concedere poco e lanciarsi negli spazi per approfittare di errori che prima o poi l'avversaria avrebbe commesso.

La partita è subito bella e avvincente, con tanti ribaltamenti e manovre ariose. Barillà e Stulac da un lato, Leiva e Milinkovic Savic dall'altro comandano il gioco mentre gli attaccanti girano un po' a vuoto. Sepe disinnesca senza problemi un tiro al volo di Immobile dal limite, poi Inglese, che si è sciolto con il passare dei minuti, spreca una bella chance in contropiede strozzando un tiro dai 15 metri invece di servire il liberissimo Di Gaudio.

SOGGEZIONE FISICA

Inizialmente il Parma soffre un po' la grande fisicità degli avversari (che in panchina hanno poi gente come Bastos, Wallace e Lukaku...). Soprattutto Siligardi e Di Gaudio risultano meno incisivi del solito proprio perché sbattono contro atleti fatti e finiti. I crociati però replicano colpo su colpo, meritandosi in varie occasioni gli applausi a scena aperta dei loro tifosi. Due belle squadre insomma, e se la cosa era risaputa per la Lazio, giunta a un pelo dalla Champions l'anno scorso, per il Parma si tratta di una bella prova di maturità. Il primo si chiude sullo 0-0 anche perché Sepe chiude bene lo specchio a Patric che calcia al volo da posizione defilata. Il Parma s'è difeso con ordine e determinazione, concedendo il minimo sindacale a una Lazio che nelle prime otto giornate non ha mai pareggiato: cinque vittorie e tre sconfitte. In fase offensiva i gialloblù, dato che Lulic e Patric, gli esterni, spingono molto, attaccano alle loro spalle e trovano spazi importanti se non per pungere, almeno per salire e far rifiatare i difensori. E cresce il rammarico per il forfait di Gervinho, che avrebbe sicuramente fatto faville in un contesto del genere. Nella Lazio Milinkovic nelle pieghe della manovra diventa il centravanti mettendosi tra Alves e Gagliolo, cercando così di giocare di sponda con Immobile.

FINALE AMARO

Si riparte e la Lazio accelera: Immobile da due passi brucia Iacoponi ma non centra la porta, Sepe devia un rasoterra di Luis Alberto. Il Parma in avanti non si vede più fino a quando una rovesciata in area di Barillà serve Di Gaudio nell'area piccola ma l'ex Carpi non trova il guizzo per segnare. Prima dell'ora di gioco esce Inglese e lo rileva Ceravolo. Quando più tardi entra Ciciretti, arriva il gol della Lazio. E' il 35' e c'è un piazzato in attacco per il Parma: riparte la Lazio in contropiede, proprio Ciciretti è un po' molle sulla destra da dove parte il cross basso in area per Berisha, steso in modo improvvido da Gagliolo. Trasforma di potenza Immobile. Peccato, anche se lo sviluppo del secondo tempo, onestamente detto, andava in quella direzione. Nel finale Immobile sbaglia due volte la palla del 2-0, la seconda con paratona di Sepe. Allo scadere però Milinkovic riparte, serve Immobile che imbecca Correa: diagonale nell'angolino a coronare un contropiede perfetto ed è 2-0.

CHI SBAGLIA PAGA

Risultato ineccepibile perché alla fine è stata la Lazio ad approfittare delle magagne gialloblù. E gli errori in attacco di Inglese e Di Gaudio alla fine non pesano meno di quello in difesa di Gagliolo. Il Parma però non esce male da questa partita. S'è mostrato, almeno nel primo tempo, ben disposto e determinato. Poi è vero che Gervinho puoi regalarlo al Genoa, ma magari con le avversarie top sarebbe meglio averlo.

LE PAGELLE DEL PARMA di PAOLO GROSSI

IL MIGLIORE

BARILLA' 7

E' inesauribile nel recuperare palloni e riciclarli. Se la difesa regge tanto a lungo è anche grazie alla sua azione di filtro. Finché ha benzina provvede anche personalmente alle ripartenze, poi si attesta nella sua zona per braccare gli avversari. Corsa e visione tattica, grinta e esperienza. Ora come ora è imprescindibile in questo Parma.

SEPE 7

Una prestazione senza sbavature. In uscita è sicuro, e tra i pali para tutto il parabile, superandosi su Immobile quando si era già sullo 0-1.

IACOPONI 5

E' vero che davanti a sé ha avuto uno spento Siligardi e l'impalpabile Ciciretti, ma ci ha messo del suo nella sofferenza a cui l'hanno costretto gli avversari.

BRUNOALVES 6

E' tra gli ultimi a mollare, ma la gara, per il tipo di offensiva che portava la Lazio (una sola punta, e rapida, e tanti inserimenti da dietro) è stata complicata anche per lui.

GAGLIOLO 6

Il voto è la media tra quello alla prova globale, ricca di note positive per chiusure, contrasti e anticipi, e quello allo scellerato fallo da rigore con un'entrata in ritardo su un giocatore che si allontanava dalla porta. Non si demoralizzi, però, la tempra è quella giusta.

GOBBI 6

Patric è un peperino e in effetti a volte lo ha lasciato ai blocchi. Lui però ha giocato una gara attenta, sia nelle diagonali difensive che nella voglia di riproporsi.

RIGONI 6,5

Prestazione più che positiva. Nonostante l'influenza accusata in settimana è parso in ulteriore crescita fisica, e meno male, perché ieri sulla destra si imbarcava acqua.

STULAC 6,5

Eccellente primo tempo, con interdizione robusta e impostazione precisa, supportata dal solito costante su e giù a mo' di pendolino. Nella ripresa però è andato in debito d'ossigeno perdendo poi alcuni palloni pericolosi per eccesso di confidenza.

SILIGARDI 5

Le sue difficoltà ci sono parse prima di tutto fisiche, nel senso che gli avversari arrivavano prima. Lui non li prendeva mai, loro lo fermavano ogni volta.

CICIRETTI sv

Sfortuna vuole che entri all'avvio dell'azione che porta al primo gol.

INGLESE 5

Certo, era reduce da un problema e quindi la condizione e la confidenza nei propri mezzi erano quelle che erano. Ma ieri è stato evanescente per un'ora e per di più ha cestinato una possibile palla gol da servire al liberissimo Di Gaudio.

CERAVOLO 5,5

E' entrato con un bell'atteggiamento, combattivo, però stringi stringi alla fine resta poco.

DIGAUDIO 5,5

Primo tempo ricco di spunti interessanti, metà dei quali però conclusi con palla all'avversario. Nella ripresa Barillà gli pennella in rovesciata un assist eccellente che lui getta alle ortiche.

BIABIANY 5

Impalpabile, pareva avesse giocato un'ora quando è entrato e il 2-0 nasce da un suo errore.

All. D'AVERSA 6

La squadra del primo tempo ci è piaciuta, anche perché con le verdure del suo orto in questo momento non si possono confezionare zuppe molto diverse e lui riesce a cavare il sangue dalle rape. Riavvolgendo il nastro della gara però si accorgerà che nel momento di maggior bisogno è mancato il contributo della panchina. Un po' per quanto detto sopra, e un po' per le sue scelte. Per vari motivi Ciciretti dopo Biabiany non l'abbiamo proprio capito, senza per questo voler spiegare così la sconfitta. Ma non era quello l'uomo che potesse aiutare una squadra boccheggiante contro avversari più tonici fisicamente. E' comunque un ko che non fa troppo male, e restiamo convinti che con Gervinho nel primo tempo la storia sarebbe stata diversa. Ma non è con i se che ci si salva...

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