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Carabinieri

Uomini violenti contro le ex, quattro denunce e un arresto

22 ottobre 2018, 08:00

LUCA PELAGATTI

Sono uomini che odiano le donne. Solo che si svelano quando, ormai, è troppo tardi. Si, perché prima promettono amore, regalano carezze e sorrisi, progettano una vita da vivere in due. Ma presto la tenerezza si trasforma in ringhio, gli abbracci diventano minacce. E la mano che sfiorava si chiude in un pugno. Che cerca di fare sempre più male.

Non si tratta di casi isolati: lo dimostrano i dati forniti dai carabinieri che negli ultimi quindici giorni, solo nella nostra città, hanno denunciato quattro uomini e ne hanno arrestato un quinto. L'accusa è sempre la stessa: atti persecutori. Ovvero violenze verbali e fisiche, aggressioni e minacce ai danni di una donna. La stessa che prima dicevano di amare.

Non è, come verrebbe facile pensare, un comportamento legato all'età, alla cultura o all'origine. Dei cinque stalker fermati dai militari di Parma in due settimane solo uno è di origine straniera: gli altri sono nati e cresciuti in mezzo a noi e hanno età e esperienze le più diverse. Il più giovane ha trent'anni, il più vecchio 81; in alcuni casi le minacce sono arrivate dopo una relazione di pochi mesi, in altri dopo matrimoni durati decenni. A riprova che c'è un unico dato sempre uguale: si tratta di uomini convinti che la donna sia roba loro. Di cui possono e devono decidere il presente e, soprattutto il futuro.

Uno dei casi più eclatanti è quello di un egiziano di 42 anni che ha trascorso gli ultimi undici con una donna di due anni più vecchia, in un paese della provincia. Un lungo legame che alla fine si è consumato, si è spento. E lei ha deciso che era meglio per tutti e due cercare di rifarsi una vita. Ma separati.

Una scelta, evidentemente, incomprensibile per lui che ha iniziato la solita, sempre uguale, progressione di violenza. Prima messaggi sul cellulare ogni giorno più frequenti, poi le minacce verbali e gli appostamenti sotto casa e davanti al lavoro infine le intimidazioni anche agli amici e ai familiari di lei accusati di essere suo complici. Di lei che è «una puttana». E che «dovrà pagarla cara».

Per fortuna la vittima si è rivolta ai militari che, con la cautela richiesta in casi così delicati ma anche con l'esigenza di far presto, hanno raccolto testimonianze e riscontri e denunciato l'ex. A cui è stato intimato, pena guai ben più seri, di stare lontano dalla vittima.

Pressoché identico il copione nel caso di una coppia di giovani parmigiani, 30 anni lui, 28 lei, la cui relazione è durata solo cinque mesi. Ma per l'uomo non doveva finire. Quindi prima ha provato con le invocazioni, con le lacrime. Poi, compreso che non sarebbe servito è passato al ricatto. «Se mi lasci faccio vedere a tutti le foto che ti ho fatto». E quelli che dovevano essere momenti di intimità sono diventati un'arma. La ragazza per fortuna non si è piegata. E con l'aiuto dei carabinieri l'uomo è stato denunciato e diffidato dal continuare. Un intervento che si è reso necessario anche per un 81enne, sposato da lungo tempo con una donna di molti anni più giovane che ha utilizzato anche il figlio come merce di scambio: «se mi lasci non lo vedrai più». Questo sarebbe già molto grave; ma quando la rabbia acceca anche la violenza diventa la norma. La donna, chiedendo aiuto, ha mostrato i lividi e i segni delle botte rimediate dall'anziano ex coniuge. Che ora dovrà rispondere davanti al giudice. E' durata solo tre mesi, invece la storia di due parmigiani rispettivamente del '78 e del '70: lei ha impiegato poco a capire che non era una relazione che poteva durare. Ma ora avrà bisogno di molto più tempo per togliersi di dosso il peso di quelle assillanti telefonate, di quei messaggi ad ogni ora del giorno e della notte, dei pedinamenti muti. Con l'uomo che la seguiva con lo sguardo di chi odia.

L'ultimo caso, infine, è il più grave: e anche qui si tratta di una breve relazione che lei ha deciso di troncare. Ma gli uomini che fingono di amare le donne, lo abbiamo capito, pretendono di comandare. E la volontà dell'altra per loro non conta.

Così l'uomo, un 34enne, ha iniziato ad inveire su facebook ma è stato bloccato. Allora si è attaccato al telefono e l'ha tempestata di squilli e di offese. Poi l'ha affrontata a muso duro e già per questo si è configurata la violazione di domicilio. Ma i social e i telefoni permettono a chi lo desidera di bloccare gli importuni, i molestatori. Un energumeno che si lancia con i muscoli tesi è molto più difficile da controllare. La donna, quarantenne, è finita all'ospedale con quello che i medici hanno refertato come un violento trauma cranico facciale. E a quel punto il passo verso qualcosa di peggio è molto breve.

I carabinieri lo sanno e hanno raccolto una documentazione completa che è arrivata sul tavolo del magistrato. La donna sta aspettando che i lividi inizino a svanire ma almeno sa di poter camminare senza più paura. Lui è rinchiuso in via Burla. E quella che poteva essere una storia da batticuore è un incubo che forse svanirà piano piano nel ricordo. Come succede quando l'amore diventa odio.

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