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Calcio

I 250 gol di «Devo 11»

23 ottobre 2018, 07:00

I 250 gol di «Devo 11»

MARCO BERNARDINI

Il bomber della Valtaro ha fatto 250: il numero magico dei gol in carriera di «Devo 11», al secolo Andrea Devoti, ora in forza al Terre Alte Berceto che con la doppietta alla Virtus ha raggiunto il prestigioso traguardo dopo un lungo girovagare nelle sue montagne tra giovanili della Valtarese, Borgotaro, Bedonia, Albareto, Selva 2000, i sette anni al Valgotra, sempre dalla Prima in giù. Per quattro volte si è aggiudicato la classifica dei marcatori ma il suo mancino, conosciuto ovunque nella nostra provincia, non sembra essere ancora sazio. «Quando ero arrivato a 200 pensavo di aver già fatto il massimo e non andare oltre -confessa l'attaccante, classe ‘82, autore di cinque centri nell'attuale campionato di Terza -; è un'emozione grossa, devo ammettere che sono veramente tanti. Per me il calcio non è solo un passatempo nobile ma qualcosa di molto importante a cui non potrei rinunciare».

Cosa significa giocare e segnare dalle sue parti?

«E' diverso perchè c'è una passione genuina che in città manca, un maggior attaccamento alla maglia che amplifica tutto. Il calcio in montagna comporta più sacrifici forse per il bacino d'utenza limitato e le difficili condizioni climatiche e noi di conseguenza ci mettiamo più agonismo e grinta. Siamo orgogliosi di essere montanari, al di là di pregiudizi e luoghi comuni, e quindi in campo riusciamo a dare di più».

A quali prodezze si sente più legato?

«I gol nei derby contro il Compiano oppure Borgotaro e Bedonia da ex hanno un valore doppio, esiste una rivalità forte tra i paesi della Valtaro. Poi anche il duecentesimo al Lemignano con la maglia del Valgotra».

Proprio nel Valgotra ne ha realizzati 121 quasi la metà..

«Resta la squadra del mio cuore, venire via da là due stagioni fa fu una delle decisioni più sofferte ma ora sto bene a Berceto».

Come mai non ha tentato di sfondare più in alto?

«Sarò sincero, qua preferivano spesso gente da fuori e da giovane non mi è mai stata concessa un'opportunità in categorie superiori. Diciamo che a Borgotaro mi hanno sempre un po' sottovalutato».

Quali sono le sue caratteristiche?

«Mi ritengo una seconda punta che svaria su tutto il fronte offensivo, mi affido solo al piede sinistro».

Ha un modello di riferimento?

«Essendo tifoso del Parma come modo di giocare assomiglio a Enrico Chiesa ma il numero 11 sulle spalle lo indosso in onore di Tomas Brolin che era il mio idolo fin da bambino».

Chi vorrebbe ringraziare?

«Il mio allenatore al Valgotra, Piero Cacchioli, quello attuale del Terre Alte, Davide Galimberti, che ha deciso di puntare su di me a 35 anni e tutti i compagni che ho avuto il piacere di incontrare nel corso della carriera».

Che obiettivi vi siete prefissati a Berceto?

«Abbiamo avuto qualche defezione, ora stanno rientrando in tanti: credo che la Bedoniese sia superiore alle altre ma il secondo posto è alla portata e siamo in corsa anche nel Balisciano. Speriamo di salire in Seconda».

E lei che intenzioni ha?

«Voglio provare a toccare quota 300, è una follia, un miraggio visto da molto lontano ma cercherò di farcela».

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