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EDITORIALE

Voto a Trento e Bolzano, test nazionale per Lega e Pd

di Luca Tentoni -

23 ottobre 2018, 16:31

Voto a Trento  e Bolzano, test nazionale per Lega e Pd

Il rinnovo dei consigli provinciali di Bolzano e Trento ha rappresentato un test politico locale di grande interesse e rilevanza, perché, da una parte, ha marcato l'indebolimento della Svp (non a scapito dei Verdi, ma della Lega e di un movimento fondato da un ex Cinquestelle, il Köllensperger) e del Pd. È stato, però, anche un piccolo test nazionale, non sulla tenuta del governo, perché il M5S ottiene quasi sempre poco nelle elezioni "di secondo ordine" (alle amministrative i suoi elettori scelgono solo marginalmente il candidato pentastellato, preferendo l'astensione o il voto ai candidati più competitivi dei "vecchi poli") ma su altri due aspetti ben precisi: la capacità espansiva della Lega (a Salvini, per conquistare tutte le regioni del Nord, mancavano solo Piemonte e Trentino-Alto Adige) e la tenuta del Pd in una delle poche zone "rosa" rimaste nel Paese (a Bolzano fu eletta la Boschi, nel marzo scorso; inoltre, la provincia di Trento e quella di Bolzano non erano mai state governate dal centrodestra).
Il leader leghista vince la sua battaglia, politicamente, perché ha buone probabilità di far entrare il Carroccio - a Bolzano - nella maggioranza di governo dominata dalla Svp e - a Trento – conquista la presidenza della giunta. In provincia di Bolzano la Lega passa dal 2,5% - ottenuto alle provinciali 2013 insieme a Forza Italia - all'11,1% (alle politiche 2018 aveva avuto il 9,6%), mentre in quella di Trento guadagna meno, passando dal 26,7% delle politiche al 27,1% (ma molto oltre il 6,2% delle provinciali 2013). Quella di Trento è la riprova che il centrodestra, se unito, vince: nel 47% dei voti del presidente Fugatti e dei partiti c'è un 27% del Carroccio.
È chiaro, quindi, che l'ex Cdl è ormai a trazione leghista, tanto più se si nota che in Alto Adige il centrodestra arriva al 13,8% (ma solo il 2,7% è di FI e FdI). In quanto al Pd, il risultato non lascia margini d'incertezza: se è vero che a Trento l'alleanza di centrosinistra si era infranta, provocando la corsa in concorrenza di due candidati, è però vero che Tonini (Pd) e Rossi (Patt) hanno raccolto in totale il 37,6% contro il 58,1% di Rossi nel 2013; il partito di Martina scende dal 22,1% delle scorse provinciali al 13,8%, passando per il 19,5% delle politiche del 4 marzo. A Bolzano va altrettanto male: il Pd passa dal 6,7% del 2013 al 3,8% (alle politiche: 8,5%).
In particolare, il Pd crolla nei capoluoghi, dove cresce la Lega. Nella città di Trento il Pd è al 18,8% contro il 25,2% delle politiche e il 30,9% del 2013, mentre il Carroccio sale dal 5,1% (2013) al 23,3% di domenica scorsa (politiche: 20,2%); nel comune di Bolzano, infine, il Pd passa dal 22,2% (2013) al 12,2% (politiche: 16,2%) e la Lega sale dall'8,2% ottenuto alle scorse provinciali con FI al 27,8% (politiche: 15,4%). Nel «profondo Nord», ormai, al centrosinistra resta solo (chissà per quanto) il Piemonte.
Twitter: @LucaTentoni1