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I tifosi

«Parma nostrano, per noi il top»

24 ottobre 2018, 07:00

«Parma nostrano, per noi il top»

MARCO BERNARDINI

Il Parma torna ai parmigiani: una novità accolta di buon grado dalla tifoseria ducale che non ha mai smesso di esaltare la serietà, la professionalità e ancor di più i risultati raccolti dai soci di Nuovo Inizio fin dal momento della rinascita nei dilettanti. Tre promozioni consecutive dalla D alla serie A, di cui le prime due da azionisti di maggioranza, che valgono più di una garanzia. Ne è sicuro il presidente del Centro di Coordinamento Parma Clubs, Angelo Manfredini, «Abbiamo visto cos'hanno fatto in questi anni quindi nutro la massima fiducia nei “magnifici” sette a cui rivolgo un grosso in bocca al lupo convinto che sapranno regalarci altre soddisfazioni». Più incerto il giudizio sull'operato della proprietà cinese che, nonostante la promozione nell'Olimpo del calcio italiano, non è stata di certo presente e vicina alla piazza. «Valutare la gestione di Lizhang diventa difficile anche se siamo saliti in serie A però un presidente che si vede due volte in un anno forse era nel posto sbagliato. In ogni modo lo ringrazio e gli auguro tanta fortuna per il futuro».

Il futuro non spaventa affatto il vice presidente del Centro di Coordinamento, Bruno Bia, che sottolinea aspetti tutt'altro che secondari. «Per me avere un rapporto diretto con la dirigenza parmigiana è già positivo, vuol dire che l'imprenditoria di Parma crede ancora nella società di calcio e nel ruolo che ha all'interno del tessuto cittadino. Non era semplice capire le intenzioni di un presidente, una sorta di “uomo fantasma”, che non si sapeva bene dove fosse. Adesso possiamo dire di esser tornati in ottime mani, per loro parlano i fatti».

Anche Giorgio Iotti, presidente del Parma Club Monticelli, si augura di poter prolungare il periodo d'oro sul campo. «Da giorni circolavano certe voci però l'importante è che il Parma continui ad andare avanti: essere in mano ai nostri imprenditori parmigiani è la cosa più bella del mondo poi speriamo che la squadra non subisca un contraccolpo e prosegua sulla strada intrapresa negli ultimi tre anni e mezzo».

Entusiasta il “tifosissimo” Paolo Conti che, in un certo senso, auspicava la svolta societaria. «Onestamente era nei miei desideri e ci speravo, non mi ha mai ispirato tanta fiducia un personaggio come Lizhang troppo staccato dalla nostra realtà. Avevamo bisogno di sentire più calore attorno alla squadra, sono contento come se avessimo battuto la Lazio e ho persino superato la delusione della sconfitta di domenica».

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