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Il caso

A Zibello: «Censi? Arresto esagerato, ha fatto del bene»

25 ottobre 2018, 07:02

A Zibello: «Censi? Arresto esagerato, ha fatto del bene»

MICHELE DEROMA

POLESINE ZIBELLO È stato il silenzio, l’assordante colonna sonora che nella giornata di ieri ha attraversato le terre di Polesine e Zibello. Inevitabile, per i cittadini dei due paesi, ripensare alle sconcertanti immagini di martedì mattina, al «blitz» delle forze dell’ordine in Municipio, al loro sindaco Andrea Censi accompagnato fuori dai suoi uffici in manette.

E se il «sistema di malaffare nella gestione della cosa pubblica» – come definito martedì dal gip – si è sbriciolato con l’arresto di ieri, il «sindaco della Bassa» può dire di non aver smarrito il consenso della sua gente. Almeno dal punto di vista politico. Neppure oggi, dopo un arresto per reati come corruzione, falso, truffa e peculato: il sentimento quasi unanime - ben percepibile nonostante la poca voglia di parlare da parte dei cittadini - è infatti di riconoscenza per quanto Andrea Censi ha fatto nel corso dei suoi quattro complessivi mandati da sindaco. «Umanamente è sempre stato disponibile per aiutare la popolazione», ha spiegato ieri pomeriggio un cliente del bar Cristal di Zibello.

«Credo che il capo d’accusa nei suoi confronti sia esagerato, anche se per giudicare la vicenda è corretto attendere il corso delle indagini». Si parla di soldi pubblici utilizzati per ripagare debiti personali: «Se fosse vero, sarebbe gravissimo - ha dichiarato un’altra persona nel locale di Zibello - ma è un fatto che va verificato attraverso le indagini: per il paese ha sicuramente realizzato tanto, l’inchiesta stabilirà se le sue azioni sono state giuste o sbagliate. Certamente lo spiegamento di forze di martedì mattina mi è sembrato esagerato». Addirittura c’è chi ha definito l’operazione completata martedì con l’arresto di Censi, «una vendetta da parte di nemici politici del sindaco, una brava persona, sempre disponibile e attivo per le comunità. Ho visto una decina di macchine dei carabinieri qui a Zibello: incredibile vedere un’azione di questo genere per una persona che si è soltanto impegnata per la popolazione». Non cambia l’opinione generale anche a Polesine Parmense, dove Andrea Censi ha trionfato in ben tre tornate elettorali.

«Ci sono rimasto male», ha spiegato una persona residente in paese: «Ci sarà qualcosa di reale nel capo d’imputazione a lui rivolto, ma nel complesso mi sembra che le accuse siano eccessive. Credo che i suoi concorrenti politici lo abbiano fregato. L’utilizzo dei soldi pubblici? Non mi fa arrabbiare se è utilizzato per portare beneficio alla popolazione: se invece è stato destinato a fini puramente personali, è giusto che Censi paghi. Ma per ora gli sta costando caro la sua capacità di prendersi le proprie responsabilità quando decideva di aiutare qualcuno».

«Non credo ad una sua totale innocenza – è il pensiero di un altro cittadino di Polesine – però trovo evidente che sia stato preso di mira da qualcuno. Credo che la politica si giudichi dai fatti e Censi qui ha operato solo del bene, pur commettendo anche qualche ingenuità». Una signora compra la «Gazzetta», guarda Censi in prima pagina e nota la sua espressione serena, nonostante sia fra due carabinieri. Il sorriso della donna è amaro: «Il nostro sindaco è sempre stato così, gentile e sorridente».

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