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Il caso

Blocca l'auto dell'arbitro e lo insulta: squalificato

25 ottobre 2018, 07:00

Blocca l'auto dell'arbitro e lo insulta: squalificato

Marco Bernardini

Un mese di squalifica fino al prossimo 21 novembre per l’allenatore dimissionario della Langhiranese, Enore Paoletti, in quanto, come si legge nel comunicato emesso dal Crer «persona già sanzionata, e riconosciuto personalmente dall’arbitro, dopo il termine della gara bloccava con la propria autovettura la macchina della terna arbitrale ed apriva la portiera di quest’ultima. Inoltre, proferiva una frase irriguardosa e minacce nei confronti della terna arbitrale». Questa la decisione, più morbida del previsto, presa dal Giudice Sportivo in merito all’increscioso episodio avvenuto nel movimentato post partita di domenica scorsa fra Langhiranese e Luzzara (1-2 il risultato finale) del campionato di Promozione, in cui il mister dei grigiorossi, in tribuna a causa di una precedente squalifica, ha completamente perso la testa nei confronti dell’arbitro Vegezzi di Piacenza dopo il «rosso» a Urbano e, soprattutto, dopo il discusso rigore concesso ai reggiani allo scadere, decisivo per decretare la sesta sconfitta in otto giornate e l’ultimo posto in classifica. La promessa neanche tanto velata di attendere l’uscita del direttore di gara dagli spogliatoi, poi il tentativo di farlo desistere da parte dei dirigenti che intuiscono non sia il caso di appesantire un clima già abbastanza teso ma nonostante le suppliche Enore Paoletti, visibilmente nervoso, si accomoda, all’insaputa di tutti, a bordo della propria auto fuori dallo stadio qualche centinaio di metri più in là.

Dove poco più tardi blocca il direttore di gara e i suoi due assistenti di Parma pretendendo spiegazioni a gran voce. Il tutto davanti a parecchi testimoni che si erano premurati invano di riportare la calma in un pomeriggio di follia chiuso dalle dimissioni del tecnico (in carica da cinque stagioni) accettate dalla società.

«Sinceramente pensavo di ricevere una squalifica più lunga - confessa Paoletti - mi scuso di aver dato un esempio negativo, specialmente, ai ragazzi del settore giovanile e messo in cattiva luce una società sportiva impeccabile sul piano comportamentale. Ci tengo a ribadire che non ho né offeso né aggredito nessuno: volevo solo spiegazioni, utilizzando, probabilmente, un tono non adeguato, rispetto ai torti arbitrali che si protraggono da inizio stagione. Non me ne vanto ma difendo le mie idee che in questo scorcio di campionato sono state calpestate: semplicità, onestà, correttezza e rispetto per il lavoro che ogni settimana ho svolto con la squadra e ti porta a sottrarre tempo alla famiglia. Vorrei scusarmi con l’Aia ma allo stesso tempo chiedo che vengano seguiti i propri tesserati perchè siano più preparati per evitare che succedano cose come queste».

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