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LE INTERCETTAZIONI

Così Censi premeva sul Pd per far ampliare il capannone

25 ottobre 2018, 07:03

Così Censi premeva sul Pd per far ampliare il capannone

GEORGIA AZZALI

Ha la testa alla campagna elettorale, Andrea Censi, nella primavera del 2016. Se tutto andrà bene (e tutto andrà bene), sarà lui il primo sindaco del nuovo Comune di Polesine Zibello. Ma Censi è anche concentrato su una partita per lui altrettanto importante: fare di tutto per sveltire le pratiche amministrative per l'ampliamento del capannone dell'azienda agricola Casanuova di Pieveottoville del suo amico Gianpietro Usberti. E' la storia che gli è costata - insieme all'imprenditore - l'accusa di corruzione, però in quel momento prima muove tutto ciò che muovere all'interno degli uffici, secondo gli inquirenti, facendo approvare la variante al Rue (Regolamento urbanistico edilizio), poi quando si tratta di accelerare i tempi per le autorizzazioni sulla valutazione ambientale, di competenza provinciale e regionale, chiama alcuni tra i numeri uno del Pd locale. Punta soprattutto su Filippo Fritelli, presidente uscente della Provincia e sindaco di Salsomaggiore, ma anche sul primo cittadino di Fidenza, Andrea Massari, e sul delegato alla Viabilità della Provincia, Giampaolo Serpagli. Nessuno dei tre è indagato, sia chiaro, tuttavia è altrettanto certo che Censi chiede loro di fare il possibile per sveltire la pratica. Ed è più che diretto: «La cosa che mi interessa di più, quella seria... eh la pratica di quell'azienda agricola che vada in giunta», dice in una telefonata a Fritelli intercettata il 12 maggio 2016. A un certo punto Censi alza anche un po' i toni («... se non ci riusciamo prima del 6, eh ci penso io poi a sputtanare tutti), e il sindaco di Salsomaggiore risponde: «Ok, dai... Ci provo, io vado su Rossi (consigliere regionale Pd, ndr). Spero che mi aiuti».

Passano pochi giorni, e Censi torna all'attacco. Telefona anche a Serpagli, sollecita ancora la cosa, perché «è una cosa importante», strappando il suo ok: «Figurati! Sì, sì... Appena ho notizie, ti richiamo». Lo stesso giorno, il 17 maggio 2016, Censi chiama pure Fritelli, che gli spiega di aver scritto anche a Calvano, il segretario regionale Pd: «... mi ha detto sì, sì provvedo... ci penso io». Dovrebbe essere una rassicurazione, ma il sindaco di Polesine Zibello vuole chiarire quanto conti Usberti: «... gli Usberti sono, è una roba da..., è una dinastia qui, è una roba del 5/6%, non si può sbagliare». Un dato impressionate per il sindaco di Salso, che a quel punto replica: «Ho capito, ho capito... allora adesso, adesso vado giù ancora più insistente». Ma quel giorno Censi prova su tutti i fronti, mandando anche un sms a Massari: «Andre, se puoi fai mettere delibera per Via (Valutazione impatto ambientale, ndr) az agr Casanuova in giunta reg... E' molto importante».

Il giorno successivo qualcosa si muove. Ed è Fritelli che chiama Censi per dargli la buona notizia, ossia che il consigliere regionale Rossi gli ha telefonato per fargli sapere che la pratica Usberti sarà inserito nell'ordine del giorno della giunta del 23 o al massimo del 30 maggio. Qualche giorno dopo, però, l'imprenditore comunica a Censi che dalla Regione gli hanno fatto sapere che la pratica ha bisogno di alcune integrazioni, così Censi torna alla carica di Fritelli. Che lo rassicura.

Due giorni dopo, infatti, la pratica si sblocca, ma l'ultima preoccupazione di Usberti sono gli ostacoli che potrebbe porre l'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo. E' lo stesso imprenditore che gli suggerisce di chiamare Fritelli. Fatto sta che 48 ore dopo Censi rassicura l'amico sul fatto che tutto è stato sistemato. E il 26 maggio è Serpagli a comunicare a Censi la notizia che attendeva: «Ha firmato in questo momento la Gazzolo». L'altro esulta: «Sei un fenomeno... questo vale oro», gli dice. C'è in ballo l'importante sostegno di Usberti alle elezioni amministrative, che pochi giorni dopo vedranno trionfare Censi. Ma - per gli inquirenti - c'è anche tutta la soddisfazione per i soldi che Usberti aveva già fatto finire nelle tasche di Censi e avrebbe ancora dato al sindaco per questa pratica: quasi 17mila euro tra il 2015 e il 2016.

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