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Tribunale

Censi, scena muta davanti al gip

27 ottobre 2018, 07:03

Censi, scena muta davanti al gip

ROBERTO LONGONI

In vicolo San Marcellino è sbucato da solo, in leggero anticipo sulle 9 stabilite dall'appuntamento con il gip Alessandro Conti. Jeans, sahariana scura, maglioncino a girocollo sopra una camicia bianca, Andrea Censi era vestito da autunno profondo, quasi a volersi riparare da un freddo in questi giorni forse più pungente per lui che per gli altri. Alla vista delle telecamere e delle macchine fotografiche che lo attendevano all'ingresso del tribunale, ha gonfiato il petto e s'è fatto avanti con passo ancora più deciso.

Il sorriso sbucava dalla barba sale e pepe, ma trattenuto, per evitare che apparisse «sguaiato» (l'aggettivo è dello stesso Censi) come quello di martedì mattina, quando il 44enne sindaco di Polesine Zibello è stato immortalato all'uscita del municipio della Bassa tra due carabinieri. Ma quello era il sorriso dello sbigottimento inerme, di chi, almeno in quei frangenti, è rimasto senza parole dopo l'arresto per peculato, corruzione, truffa e falso.

Prima di entrare in tribunale, Censi ha allargato le braccia: «Non posso dire nulla, ma sono tranquillo. E' necessario esserlo». E senza tante parole è rimasto con il gip, affiancato dall'avvocato Mario Bonati, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Ieri era il giorno degli interrogatori di garanzia, dopo l'indagine compiuta dall'Arma e coordinata dal pm Emanuela Podda, che ha portato ai domiciliari del sindaco e alla scrittura di undici altri nomi sul registro degli indagati, sospettati di essere in un modo o nell'altro coinvolti nel «sistema di malaffare nella gestione della cosa pubblica - che sarebbe stato messo in piedi da Censi, stando all'ordinanza di custodia cautelare - totalmente asservito agli interessi privatistici suoi e delle persone che lui stesso intendeva favorire».

Tra gli 11, il segretario generale del Comune Giovanni De Feo, 58 anni, il vice segretario Giancarlo Alviani, 45, e la responsabile del settore Ragioneria Elisabetta Civetta, 48. Per loro, l'interdizione dai pubblici uffici per un anno. De Feo e Alviani sono stati a loro volta sottoposti all'interrogatorio di garanzia ieri. E il loro silenzio si è aggiunto a quello di Censi. Non che i tre non abbiano intenzione di parlare, anzi, ma vogliono farlo una volta lette bene le carte. «C'è ancora tanto da acquisire e studiare, prima di dire qualcosa» commenta Stefano Delsignore, legale di De Feo. Linea condivisa da Bonati e da Samuele Quaini, difensore di Alviani. Lunedì, tocca a Elisabetta Civetta comparire di fronte a Conti. Chissà se a sua volta deciderà di prendere tempo.

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