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INCIDENTE

E' morta Adriana Cires, studentessa dell'Ulivi investita da un furgone: aveva 18 anni

28 ottobre 2018, 06:03

E' morta Adriana Cires, studentessa dell'Ulivi investita da un furgone: aveva 18 anni

Ad Adriana piaceva andare a scuola. Amava le lezioni, si trovava bene nella sua classe, si sobbarcava volentieri anche la fatica di alzarsi alle 6 per prendere due bus e arrivare all'Ulivi prima della campanella. Ad Adriana piaceva quello che imparava e cercava di imparare sempre di più. Il destino, che spesso sembra compiacersi della propria ferocia, se l'è presa proprio mentre si preparava per l'ennesima mattina di scuola. E adesso, tra quegli stessi banchi della 4 G bilingue regna un silenzio pesante. Adriana non ci sarà più. E i compagni, increduli e sgomenti, si chiedono perché.

La domanda più difficile, quella a cui non si può dare risposta. Si può solo dire che Adriana Cires, diciott'anni, nata in Moldavia ma da molti anni in Italia, è stata colpita da un Fiat Iveco mentre raggiungeva la fermata del bus a Cella, nel Reggiano, dove la sua famiglia si era trasferita da qualche tempo. A quell'ora c'è ancora buio e forse chi guidava quel furgone, un 27enne della provincia di Reggio, non si è accorto di Adriana. O forse è successo qualcos'altro, una distrazione. La risposta ancora non è arrivata, è ancora scritta nei verbali che stanno stilando le forze dell'ordine. Ma si sa cosa è successo dopo: la ragazza è stata sbalzata qualche metro più in la e gli operatori del 118 hanno compreso che i traumi riportati erano seri. E che occorreva correre all'ospedale di Reggio.

Adriana è stata così sottoposto ad accertamenti e ricoverata nel reparto di Ortopedia. Pareva che i danni più seri li avessero riportato gli arti inferiori, che se la potesse però cavare con una quarantina di giorni di prognosi. Ma già dopo poche ore la situazione è peggiorata, le sue condizioni si sono di colpo aggravate. E nonostante il ricovero nel reparto di Rianimazione il suo cuore ha smesso di battere nella mattina di ieri. O meglio: ha smesso di pompare per nutrire i sogni di questa ragazza riservata e sensibile. Ma andrà a regalare nuova vita a qualcuno che, come hanno voluto i genitori della ragazza, riceverà i suoi organi.

La notizia, come detto, è arrivata ieri mattina nelle aule del liceo scientifico di viale Maria Luigia ed è stato lo stesso preside, Giovanni Brunazzi, ad informare i compagni di Adriana. E sono momenti in cui mancano anche le parole.

«Adriana è sempre stata una ragazza che ha partecipato con estremo impegno all'attività della classe, ben integrata, entusiasta. Si era trasferita da qualche tempo fuori provincia ma aveva voluto restare in questa classe, in questa scuola dove aveva ottenuto anche dei riconoscimenti per il proprio lavoro, come nel caso del progetto svolto con la Camera di Commercio e Legacoop».

Ma non solo: anche gli insegnanti delle medie, frequentate a Noceto, ricordano la sua caparbia voglia di apprendere. In una nuova lingua è tutto più difficile. Ma Adriana ci era riuscita benissimo.

«Era socievole ma senza eccessi, non una di quelle che si mettono in mostra», ricorda adesso, con la voce rotta, uno degli amici che, ancora, sembrano rifiutare che possa essere vero. «E poi era legatissima al fratellino. Quando i genitori erano impegnati per lavoro se ne occupava lei. Sempre con un sorriso».

Lo stesso che si ritrova nella foto dell'annuario della scuola e sulla pagina facebook. Dove, stranamente per una ragazza della sua età, ci sono solo pochi post, poche immagini. Come se Adriana preferisse concentrarsi sulla sua sfida quotidiana fatta di lunghe ore sui libri.

Per quanto riguarda l'incidente si dovranno attendere i riscontri degli operatori delle forze dell'ordine mentre per i funerali non è ancora stata fissata una data. I familiari, comunque, per quanto straziati, appena hanno saputo che per la loro ragazza non ci sarebbe stato più nulla da fare, hanno dato il consenso per l'espianto. Adriana sicuramente sarebbe stata d'accordo. Amava la vita e la voleva vivere appieno. Ora, qualcosa di lei, andrà avanti nelle speranze e nei sogni di qualcun altro.

r.c.