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Ko a Bergamo

Parma, la diga cede dopo un'ora

28 ottobre 2018, 06:01

Parma, la diga cede dopo un'ora

Da uno dei nostri inviati

PAOLO GROSSI

BERGAMO E’ finita male una partita che era ostica in partenza ma che a metà strada era ancora in perfetto equilibrio. Un autogol sfortunato l’ha messa in discesa per un’Atalanta fin lì parsa con le polveri bagnate e poi i crociati si sono scollati, crollando nel gioco e nel punteggio. Per carità, i bergamaschi giocano più e meglio del Parma, con intensità e grinta, ma per quasi un’ora non avevano segnato nonostante un Ilicic in grande spolvero. Il Parma ha interpretato la gara come ama fare. Si lascia schiacciare, bombardare anche, per poi provare a ripartire. Solo che Gervinho era un fantasma e le rare occasioni da gol create non sono state trasformate. Non si pensi però sia una strategia voluta quella di D’Aversa. In campo vanno ancora tanti elementi che arrivando da serie inferiori, in A contro certi avversari stentano su vari piani. Di lì l’idea di stare raccolti, aiutarsi con abnegazione e provare a essere cinici. A volte il piano riesce, altre no.

GERVINHO NON PUNGE

I primi dieci minuti sono una sorta di continuo torello dell’Atalanta che prende possesso della metà campo del Parma e fraseggia con precisione e rapidità. I crociati non riescono a uscire di lì ma gli unici pericoli vengono da tiri da fuori di Ilicic e de Roon ben bloccati da Sepe. Il terreno viscido condiziona abbastanza la gestione della palla e tanti gesti tecnici. La prima chance crociata arriva con lo stesso Ceravolo che di testa devia a fil di palo sugli sviluppi di un corner un cross di Siligardi. Ancora Ceravolo impegna Berisha di tacco due minuti dopo in situazione analoga. Intanto un paio di ripartenze impostate su di lui svelano che Gervinho è andato in campo con qualche remora fisica: meno veloce del solito, fors’anche per il terreno, pare quasi muoversi in punta di piedi. Barillà sfiora il gol da fuori e a quel punto, è il 25’, il Parma ha fatto più degli avversari, anche se Sepe sbroglia con efficacia diverse faccende intricate. Poi però l’Atalanta riprende campo, Ceravolo non riesce a metter giù e difendere i rilanci difensivi per cui i crociati vanno un po’ in apnea, peraltro senza concedere troppo. Semplicemente indossano l’elmetto e si trincerano nei trenta metri difensivi, accettando il corpo a corpo sui cross e lavorando per impedire tiri da zone pericolose. Al 45’ l’Atalanta ha avuto il 70% di possesso palla ma le due occasioni forse più nitide sono state quelle di Ceravolo.

IL CROLLO

Si riparte con Gomez a sinistra, Ilicic al centro e Barrow a destra ma è il Parma a sfiorare il gol con Siligardi e Gervinho, i cui tiri (quello dell’ivoriano da due metri) sono respinti alla disperata dai difensori avversari. Il patatrac arriva però al 10’ quando Gagliolo prima sbaglia un disimpegno servendo sulla trequarti de Roon, poi quando Sepe respinge in tuffo la bordata di Ilicic, si trova sulla traiettoria e spinge maldestramente la palla nella propria rete. Al 27’ il raddoppio, su corner, con zampata in sospetto fuorigioco di Palomino, certificata dopo due minuti di pausa dal Var. A quel punto D’Aversa che aveva già messo Di Gaudio per Siligardi, toglie Barillà e inserendo Ciciretti passa al 4-2-3-1 con il nuovo entrato dietro a Ceravolo. Niente da fare, al 35’ altro corner e altro gol, stavolta è Mancini che in spaccata insacca da dentro l’area piccola. E finisce lì.

DOMENICA CONTA

Leccarsi le ferite, ritrovare la mira e battere domenica il Frosinone in una partita di fondamentale importanza. Ecco come il Parma deve uscire dal secondo ko consecutivo. Con Lazio e Atalanta puoi anche perdere, con il Frosinone al Tardini deve vincere. Senza sentirti addosso pressioni negative, ma innanzitutto ritrovando autostima poi sapendo gestire le risorse fisiche e tattiche. Nessuno pretende che una neopromossa dia lezione su campi difficili. Ma in casa contro una squadra della tua fascia bisogna ritrovare la concretezza perduta. Se poi servirà altro catenaccio ce ne faremo una ragione.

LE PAGELLE

di PAOLO GROSSI

PARMA

IACOPONI 5,5

Barrow e Gomez sono sguscianti e tecnici: lo hanno messo in costante difficoltà. Lui però conosce il calcio e si sa posizionare in modo da non sfigurare. Certo che soffre.

ALVES 5,5

Meno convincente del solito, forse perché il tridente avversario non dava riferimenti e lo costringeva ad andare a cercare gli avversari da marcare.

GAGLIOLO 5

Vale il discorso fatto per Alves, con l’aggiunta negativa del doppio errore letale in occasione del primo gol. Deve ritrovare la serenità che ha un po’ perso dopo l’autorete, con il giallo rimediato per un fallo di frustrazione.

GOBBI 5,5

Reduce da un acciacco gioca tutta la gara e dalla sua parte se la cava anche, perché Ilicic nel primo tempo di accentra e Barrow nel secondo è un po’ fumoso. Però in avanti non si vede mai.

RIGONI 5,5

Tanto generoso quanto confusionario. A volte dovrebbe avere più coraggio nelle giocate che sceglie, in altre, specie sotto porta, più convinzione.

STULAC 6

Primo tempo in difficoltà per la girandola di avversari dalle sue parti. Meglio nella ripresa quando può respirare di più. Ma intanto i buoi erano scappati dalla stalla.

SCOZZARELLA sv

La nota più lieta il suo ritorno in campo, sia pur a giochi fatti.

BARILLÀ 6

Pur gravato fin dall’inizio di un giallo che gli farà saltare il Frosinone, fa la sua parte con la solita grinta. Rispetto al solito è meno incisivo nelle ripartenze ma nel primo tempo sfiora il gol da fuori area mentre nel secondo ne sbaglia uno di testa.

CICIRETTI sv

Entra per poter cambiare assetto, gioca bene un paio di palloni ma niente di più.

SILIGARDI 6,5

Avvio tiepido, poi pian piano carbura e nella ripresa svetta come il migliore dei suoi, rendendo incomprensibile la sua sostituzione. Tiri, cross ben fatti, insomma, una vivacità offensiva che infatti dopo la sua uscita non c'è più stata.

DIGAUDIO 5

Uno scampolo senza mai incidere

CERAVOLO 5

Lottava contro i mulini a vento e infatti non è mai riuscito a far respirare la squadra o a farsi servire in profondità. Gli avversari lo hanno ingabbiato senza nemmeno dannarsi troppo. Peccato per le due chance avute sullo 0-0.

GERVINHO 5

Il fratello brocco di quello che fin qui aveva trascinato il Parma. Mai un guizzo, uno scatto, una giocata: niente, né in fase offensiva né in quella difensiva. Il timore per il muscolo infortunato e il campo zuppo lo hanno frenato. Con lui ieri s'è giocato in dieci.

ALL.D’AVERSA 5

Come domenica scorsa i cambi non hanno deciso la gara, che era piuttosto compromessa, ma ci hanno ancora lasciati perplessi. Anzi, probabilmente Gasperini, se avesse potuto, avrebbe tolto gli stessi uomini al Parma. Insomma, durante i 90' l’allenatore deve provare ad aiutare la squadra a dare il meglio e i cambi sono un momento importante. Detto questo, la squadra è stata difensiva sì, ma mai passiva. Ha lodevolmente cercato di ribattere per quanto possibile. Ma le statistiche di queste prime giornate sono impietose e prendono una luce diversa solo quando in attacco sei cinico. Se non colpisci quando puoi, giocando così tanto nei tuoi trenta metri è facile prima o poi capitolare.

Il migliore

SEPE 7

30 tiri avversari, 12 nello specchio: 9 li ha parati, sugli altri nulla ha potuto. Forse ci stava l’uscita sul corner del 3-0, ma a quel punto la frittata era fatta. Prima è stato pressoché perfetto.

ATALANTA

Berisha 6

Toloi 6,5

Palomino 7

Mancini 6,5

Hateboer 6

deRoon 6,5

Freuler 7

Pasalic sv

Gosens 6

Gomez 5

Rigoni sv

Ilicic 7

Barrow 6,5

Zapata 6

All.Gasperini 7

Arbitro

ABISSO 5,5

Ci è parso piuttosto impreciso. Ha ammonito Barillà e pochi minuti dopo Ilicic ha fatto lo stesso fallo cavandosela. L’assistente nel primo tempo ha fermato Ceravolo per un off side parso assai dubbio.

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